Roma, kebab condito con parassiti: denunciato un ristorante a Prima Porta

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Kebab condito con parassiti: denunciato un ristorante a Prima Porta
Ieri nella zona di Prima Porta, i carabinieri della Compagnia Cassia, in collaborazione con i colleghi del Nas e del Nil, hanno controllato 5 attività commerciali, tra bar e ristoranti, facendo emergere gravi irregolarità in materia sanitaria e di lavoro. 

Un negozio che vende kebab è stato sequestrato a causa di numerosi alimenti trovati in cattivo stato di conservazione, invasi da parassiti e il proprietario è stato denunciato. Ad un’osteria con bar sono stati trovati quattro dipendenti privi di contratti lavorativi e riscontrate violazioni in materia di sicurezza alimentare. Una pasticceria ed un negozio che vende prodotti alimentari etnici sono stati multati per un totale di circa 25.000 euro. Durante le attività è stato denunciato anche un cittadino straniero poiché inottemperante ad un ordine di lasciare il territorio nazionale nei termini previsti dalla legge. 
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Giovedì 17 Maggio 2018, 10:06






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5 di 5 commenti presenti
2018-05-17 12:53:01
" Durante le attività è stato denunciato anche un cittadino straniero poiché inottemperante ad un ordine di lasciare il territorio nazionale nei termini previsti dalla legge. " -ma accompagnarli direttamente in aeroporto con biglietto a carico della relativa ambasciata, no?
2018-05-17 12:05:30
... presente del futuro.. tutto ha avuto un inizio.. lode alla globalizzazione ed alle macedonie apportatrici di caloriche culture di cui si sentiva la mancanza..
2018-05-17 11:04:17
Certi rotoli ricordano, visionabile sul web, la pasta "La Luisona" di Bar Sport di Benni.Stanno infilzati nello spiedo per giorni e giorni ( dentro e fuori dal frigo di notte??)specie l'ultimo straterello...simile al culo rinsecchito di salami o prosciutti nostrani...che mai vengono tolti di mezzo. Se poi nelle pause , l'addetto annoiata sta accovacciato sull'uscio e si fa pedicure con le mani.....e poi si sprecipita a servire un cliente...De gustibus non est disputandum, ma su chi paga le cure per probabilissime infezioni da E.Coli SI'. La risposta e'sempre il contribuente Italiano per gli esenticket per investitura divina.
2018-05-17 10:59:43
C'è ancora gente che va a mangiare in questi posti? Lasciamoli a loro che hanno anticorpi adatti ai loro parassiti..... anche se in certi nostri ristoranti non devono brillare di tanta igiene. Bene fanno i NAS a controllare, multare e chiudere queste stamberghe!
2018-05-17 10:59:28
risorse alimentari!...