Ragazzo disabile "disturba" in chiesa
Il vescovo lo caccia: «Meglio se lo
portate fuori, qui lui non sta bene»

PER APPROFONDIRE: disabile, rovigo, vescovo
Ragazzo disabile  "disturba" in chiesa  Il vescovo lo caccia  durante la messa

di Franco Pavan

ROVIGO - Fatto uscire di chiesa perché disturbava la funzione religiosa. Solo che non si trattava di una messa qualsiasi. Era la cerimonia solenne dei cresimandi tra i quali c'era anche il fratello 15enne. E lui, Massimiliano, 25enne di Pontecchio, il ragazzo che il papà è stato costretto ad accompagnare fuori di chiesa, non è un ragazzo qualsiasi. E' un giovane disabile grave che però sa relazionarsi con tutti e che per le sue difficoltà riceve sempre ovunque l'attenzione e l'affetto dei suoi cari e di amici e conoscenti. Purtroppo, neppure il celebrante era un prete qualsiasi. Ad allontanare Massimiliano è stato il vescovo che ha concelebrato la cresima di domenica scorsa a Pontecchio.

Succede tutto mentre il presule ha la parola. Massimiliano, felice di trovarsi tra gli amici, urla e batte le mani.



Il vescovo si ferma e chIede: "Posso continuare?"

Il ragazzo disabile dopo poco si fa ancora sentire. Il papà resosi conto della situazione spinge la carrozzina di Massimiliano verso l'uscita seguito dal commento del capo della chiesa polesana al microfono dell'altare: "Sì ecco forse è meglio se lo portate fuori. Qui lui non sta bene"...





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 23 Maggio 2015, 08:23






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Ragazzo disabile "disturba" in chiesa
Il vescovo lo caccia: «Meglio se lo
portate fuori, qui lui non sta bene»
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 114 commenti presenti
2015-05-23 10:45:05
Una volta in chiesa il prete stava facendo la predica, ad un certo punto si sentono le urla di un neonato e la mamma che lo porta fuori, il prete ferma tutto e gli dice "Stia tranquilla... rimanete pure, è il suo modo di parlare con Dio". Rispetto a questo articolo siamo anni luce distanti...
2015-05-23 16:03:18
Sono un mangiapreti e rimarrò tale, ma secondo me il vescovo con le sue parole aveva solo l'intenzione di alleviare l'imbarazzo del genitore, ed intendeva dire che la situazione di disagio quindi sofferenza di quella persona andava risolta al più presto, quale che fosse il luogo, il momento e l'impegno religioso e cerimoniale in corso.
2015-05-23 19:05:13
Pur non essendo un esperto in religione, mi risulta che Dio abbia una predilezione particolare per i disabili e i meno privilegiati. Se a tenere il discorso fosse stato Gesu' in persona invece del vescovo avrebbe fatto il suo discorso senza chiedersi se si poteva continuare, infatti ai suoi discorsi portavano i malati e disabili e li mettevano in prima fila con la speranza della guarigione. I disabili e i malati sono l'anello debole delle nostre famiglie, delle nostre comunita' e della nostra societa', se per sentire il discorso di uno vestito in pompa magna non si ha il coraggio di accettare la presenza di un membro debole della societa', allora invece della chiesa e' meglio andare al bar. Quando il vescovo dice "posso continuare?" e' un invito implicito ed esplicito alla famiglia di portare il figlio fuori della chiesa cosi' i cosidetti benpensanti potevano sentire il discorso del vescovo in santa pace. Come ipocrisia non e' male.
2015-05-23 15:59:03
Un bel gesto Cristiano sarebbe stato se il Vescovo fosse sceso e fosse andato dal ragazzo e lo avesse abbracciato assieme a tutta la sua famiglia. Ah l'AMORE = CARITA'...Cosa diceva S.Paolo a proposito della Carità!?
2015-05-23 10:08:25
Chissà perché sono sempre meno le persone che vanno in chiesa.... Complimenti!!