Sabato 9 Giugno 2018, 17:09

Prof pestata: «Ho paura di tornare a scuola, ma non indietreggio di un passo»

La professoressa Francesca Redaelli

di Barbara Turetta

PADOVA - «Negli ultimi anni è cambiato l’atteggiamento delle famiglie, ma la scuola non può sopperire alle mancanze dei genitori. Siamo arrivati al punto che in alcuni casi evitiamo di ricevere le mamme o i papà da soli, ma siamo affiancati da un collega perché c’è il rischio che venga travisato quel che diciamo. Io non credo di aver sbagliato, sono una insegnante che vuole trasmettere ai suoi alunni il senso del dovere e dell’impegno per ottenere i risultati. Io dico sempre ai miei studenti che prima sono figli e poi alunni, e che le cose funzionano bene se c’è collaborazione fra scuola e famiglia».

A parlare è Francesca Redaelli, 60 anni, insegnante di ruolo dal 1987 e dal 2003 professoressa di inglese alle medie “Albinoni” di Caselle di Selvazzano, comune della provincia di Padova dove l’altro giorno si è arrivati alla follia. In faccia porta i segni dell’aggressione subita dalla madre di uno studente che aveva preso un 4: un ceffone che sembrava più un pugno, poi il volo all’indietro e il risveglio in ospedale con la frattura del setto nasale e un “edema bilaterale esterno”, come recita il referto.
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5 di 80 commenti presenti
2018-06-11 06:27:26
MAN MANO CHE LA CRONACA EMANA DETTAGLI , LA SITUAZIONE ASSUME ALTRI CONNOTATI. FERMO RESTANDO IL GESTO DA CONDANNARE NON SOLO A PAROLE Ma IN SEDE GIUDIZIARIA, EMERGE UN PROBLEMA, Il giovane svolgeva intensa attivita' agonistica ( non si sa in quale sport) accumulando carenze nella materia( subito alcuni sparano l'aggettivo"asino , da bocciare", senza conoscere il quadro complessivo che solo un consiglio di classe a porte chiuse puo' avere chiaro).Conosco altri casi...se lo scolaro si deve assentare per impegni regionali, nazionali e internazionali, la scuola ignora ed anzi certi insegnanti sedentari da sempre considerano gli atleti come dei traditori della loro materia assimilata a religione settaria..Anziche' essere orgogliosi dei risultati e incoraggiare, li bersagliano di interrogazioni pepate il giorno dopo il rientro da una trasferta in pullman o aereo.Le giustificazioni dei genitori vengono spesso lette con una smorfia e a volte non accettate.I giornali pubblicano i risultati di gare ma la risposta e'un "Non mi riguarda , il programma sono Io" Eppure con ore libere a disposizione, che nella scuola media a volte abbondano, potrebbero dare una mano all'atleta, finche non si iscrivera' ai Licei Sportivi , che sembrano avere grosso richiamo per via degli orari diversi dai routinari.Poi ci meravigliamo se in specialita'atletiche o addirittura calcio facciamo sempre piu' flop. Ovvio poi che in caso di successi eclatanti degli atleti, intervengono in cerimonie stucchevoli Dirigente, Sovrintendente, Ministro in Carica e al top pure il Presidente della Repubblica.Con Inno , medaglietta e diploma. Un pluricampione olimpionico,Cambriani, mentre studiava ingegneria in Italia, trovava ostacoli di ogni genere e spesso doveva scegliere tra gara internazionale di tiro a segno(orrore! , penseranno certi parrucconi accademici) e saltare l'appello di qualche esame. Trasferitosi in Usa in Universita' prestigiosa , senza che si dovesse umiliare, gia' seppero dalla scheda personale compilata che era un campione .Gli fecero esami anche in periodi fuori date ed il cattedrattico luminare, dopo ogni affermazione mondiale, faceva alzare tutti i compagni per tributare un appaluso al vincitore. psoòo dopplacerimonia "sacra"dellalesione aveva inizio.Quelle univrersita' sono in cima alla classifica mondiale nel loro campo. Le Seriose scuoleitaliane di ogni grado sempre arrancano nei test di valutazione internazionali . Altro fattore da considerare a porte chiuse e' la situazione della classe in quella determinata materia..o quell'allievo fanaticodi sport e' un casoisolato..o i voti sono in genere bassi , sconosciuti dal 7 al 10,e tante insufficienze, con nessuna variazione in progresso dal primo giro di verifiche scritte ed orali effettuato all'inizio dell'anno scolastico. Tutto e' èpossibile. Un dubbio solo teorico: se un docente fosse appassionato di Pianoforte, magari praticante dilettante,, e si trovasse un allievo che ha successo nelle selezioni varie e concorsi, lo stangherebbe senza pieta' o gli confezionerebbe interrogazioni caritatevoli salvavita?
2018-06-11 11:17:03
L'attività agonistica la fai se puoi permettertelo, altrimenti no. La priorità è lo studio. Quando hai finito la scuola dell'obbligo puoi scegliere l'agonismo come proifessione, se hai talento. E non porterei in questo senso le università americane ad esempio, dove spesso si laureano zuccono che sanno correre forte in campo.
2018-06-11 14:30:07
Ho due figli che fanno attività agonistica, e la fanno a livello nazionale anche con un discreto successo, ma mai e in nessun caso l'attività ha avuto una benché minima priorità rispetto allo studio....ci si allena e si gareggia compatibilmente con i risultati scolastici. Ha ragione acqua aria e terra, gli usa non sono un gran esempio. Piuttosto posso nominare dei campioni italiani che sono riusciti nello sport, si sono laureati con ottimi risultati e che poi hanno avuto un successo da un punto di vista professionale.... Non si può in alcun modo giustificare un atto violento, in nessun caso, eccetto la legittima difesa.
2018-06-11 11:26:11
Dopo le prime due righe gridate ho smesso di leggere
2018-06-10 23:44:29
....la legittima difesa dovrebbe comprendere le ......aggressioni fisiche.....!....sempre prenderle......almeno rispondere......!