J.K. Rowling, la "mamma" di Harry Potter rivela di essere stata vittima di violenze sessuali e abusi domestici

Giovedì 11 Giugno 2020

La “mamma” di Harry Potter, JK Rowling, ha rivelato le sue esperienze di abusi familiari da parte del primo marito e violenze sessuali  per la prima volta, in un saggio postato sul suo sito, per rispondere a chi la critica per le sue posizioni sui transessuali. 

L’autrice scrive di essere “sopravvissuta” a queste esperienze, e che la sua fede nella libertà di opinione e la sua esperienza come insegnante sono alla base delle sue opinioni.  Rowling è stata in silenzio anche perchè voleva «proteggere» la figlia nata dal primo matrimonio e prima di rivelare gli abusi «mi sono confrontata con lei, che mi ha incoraggiato a raccontare tutto».

Transgender, è ancora polemica per JK Rowling. L'intervento di Emma Watson

L'articolo è stato scritto dopo una serie di polemiche sulle sue opinioni, appunto, sui trans, che hanno provocato una levata di scudi da parte (persino) del suo “figlioccio” cinematografico Daniel Radcliffe, e l’attore Eddie Redmayne, interprete di “Animali fantastici e dove trovarli”: «Se il sesso non è reale, allora la realtà vivente delle donne nel mondo viene cancellata. Conosco e amo le persone trans, ma cancellare il concetto di genere sessuale significa rimuovere la possibilità di molti di discutere pienamente delle proprie vite».

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Rowling ha ricordato la sua lotta contro il sessismo e la misoginia, e anche il suo sentirsi “mentalmente asessuata” nell’adolescenza. precisando che, se fosse nata trent’anni più tardi, forse anche lei avrebbe tentato il cambio di genere. «Il fascino di sfuggire alla femminilità sarebbe stato grande - scrive Rowling - ho lottato con gravi attacchi dovuti a un disturbo ossessivo-compulsivo, quando ero una teenager. Se avessi trovato una comunità e una simpatia online che non esisteva nel mio ambiente di allora, credo che mi sarei persuasa a trasformarmi nel figlio di mio padre». 

 


Rowling ha poi spiegato il senso delle sue prese di posizione, a proposito del “certificato di conferma del genere” che era stato proposto dalla legislazione scozzese, e che permetterà alle persone di cambiare sesso solo in base al loro sentire, a prescindere dagli esami medici e psicologici, che solitamente vengono richiesti durante processi del genere.

Rowling ha accusato i suoi detrattori di non capire che mentre lei crede fermamente alla necessità di proteggere i trans, a causa dell’alto grado di violenza sessuale a cui purtroppo sono sottoposti, che le trans che non sono state sottoposte ancora a transizione ormonale e chirurgica possano accedere a spazi riservati alle donne, come ad esempio le toilette. Questo perché una regola del genere «permetterebbe a qualunque uomo di entrarvi».

Poi l’autrice ha ricordato ciò che resta in una “regione molto oscura” della sua memoria, una violenza sessuale che ha dovuto affrontare quando era ventenne. «Quell’aggressione avvenne in un momento e in un luogo in cui ero vulnerabile, e un uomo ha approfittato di quella opportunità. Non posso tacere, né nascondere la mia rabbia e il mio disappunto, se credo che il governo stia mettendo in pericolo la sicurezza delle donne». «Dico queste cose non certo per suscitare compassione, bensì per solidarietà con le molte donne che hanno una storia come la mia e che sono state definite estremiste per avere espresso dubbi sugli spazi privi di
differenze di genere», ha scritto inoltre la Rowling.

Il testo non ha fermato le polemiche. Emma Watson, attrice che interpreta il personaggio di Hermione Granger nei film su Harry Potter, ha twittato: «Il trans sono chi dicono di essere e meritano di vivere senza essere costantemente messi in questione o interrogati su chi dicono di essere».
 

 

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