Cile in fiamme alla vigilia della visita del Papa: bombe carta nelle chiese, occupata la nunziatura

PER APPROFONDIRE: cile, papa francesco, pedofilia
Cile in fiamme alla vigilia della visita  del Papa: bombe carta nelle chiese,  occupata la nunziatura

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Non sarà un viaggio facile quello di Papa Francesco in Cile. Da settimane si assiste a una escalation preoccupante: le polemiche e il malcontento hanno origine per come la Chiesa cilena e il Papa hanno gestito la piaga della  pedofilia. A questo si aggiunge il dissenso contro la visita papale  - che inizierà lunedì prossimo - per via dei costi altissimi sostenuti dal governo, circa 7 milioni di dollari, necessari per gli spostamenti, la sicurezza, il dispositivo dell’accoglienza.

Nel frattempo un gruppo di manifestanti, capeggiati dall’ex candidata presidenziale Roxana Miranda, ha occupato oggi la sede della nunziatura apostolica nella capitale cilena. Urlando «Qui il problema non è la fede, ma piuttosto i milioni che si stanno spendendo»  ha infiammato ancora di più la piazza. Miranda, leader di un gruppo di senza tetto, sulla sua pagina di Twitter, ha pubblicato un video nel quale si vede come agenti delle forze di sicurezza cilene sono entrati nella sede della nunziatura, malgrado i manifestanti abbiano cercato di impedire l’accesso. Mezz’ora dopo, un nuovo messaggio informava che i manifestanti sono ora detenuti in un ufficio dei carabinieri cileni nel quartiere di Providencia, insieme allo slogan «i soldi del fisco se li porta via Francisco».

Il Cile è in fiamme anche per come Papa Francesco sta gestendo il caso di un vescovo che avrebbe coperto un caso conclamato di pedofilia. Francesco nonostante le reiterate lamentele da parte dei fedeli per avere nominato vescovo Juan de la Cruz Barros, che ha mantenuto al suo posto in questi anni nonostante le imponenti manifestazioni di protesta, anche politiche, e le accuse di tre vittime e da numerosi sacerdoti e fedeli, che gli imputano di essere stato complice degli abusi sessuali compiuti dal sacerdote Fernando Karadima, per molti anni una celebrità della Chiesa cilena, ormai ottantenne e condannato solo nel 2012. Un ritardo nel tutelare i minori giudicato imperdonabile. Forse è per questo motivo che un gruppo di vandali hanno attaccato a titolo dimostrativo tre chiese a Santiago del Cile, gettando bombe carta che hanno causato modesti danni. A questi atti violenti sono stati diffusi dei volantini contro la visita papale. Uno di questi recitava: «Caro Papa Francesco la prossima bomba potrebbe essere per te».
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 12 Gennaio 2018, 17:06






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Cile in fiamme alla vigilia della visita del Papa: bombe carta nelle chiese, occupata la nunziatura
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-01-13 08:46:00
Se non lo vogliono vuol dire che già lo conoscevano: avrà fatto danni anche da loro .
2018-01-13 00:00:42
Il Papato si e' sempre opposto all'Unita' d'Italia. L'Italia sarebbe un Paese molto differente se l'Unione fosse stata fatta secoli fa'.
2018-01-12 22:34:28
....spendono miliardi per visite inutili,di gente che vende aria compressa e non porta ne' lavoro ,ne' benessere e dice cose la palissiane.....!
2018-01-12 18:39:38
In Cile si spendono milioni per proteggere il Papa, e soltanto per la durata di un viaggio. L'italia invece lo protegge per tutto il resto dell'anno da coloro che lui stesso definisce dei doni di Dio... Sospetto fortemente che anche questo abbia un costo (per il contribuente italiano) e non proprio minimo...
2018-01-12 20:26:33
se la prenda con i savoia che si sono voluti cuccare lo Stato della chiesa ... e con benito che ha fatto i patti.