Venetex, la nuova "moneta" per il baratto del Terzo Millennio

Lunedì 12 Novembre 2018 di Raffaella Ianuale
Francesco Fiore, ad di Venetex e il presidente Alberto Baban
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VENEZIA - Una realtà nata nell'aprile del 2016 a Padova raggruppando un manipolo di imprenditori locali. A distanza di due anni il circuito raccoglie 550 imprese venete ed ha fatto scambi commerciali per 5 milioni di euro. Anzi per 5 milioni di Venetex, che è una moneta virtuale equivalente all'euro. Questa valuta può essere utilizzata solo tra le imprese che aderiscono al Circuito Venetex e non è convertibile in euro. In pratica non vale nulla, ma permette di fare girare l'economia locale, senza volersi sostituire alla moneta ufficiale. Il Veneto in questo non ha inventato nulla, ha solo copiato il modello nato nel 2010 in Sardegna con il Circuito Sardex, come del resto hanno fatto altre dieci regioni italiane. L'idea di voler importare l'esperienza sarda è stata di Francesco Fiore, padovano ora amministratore delegato di Venetex, mentre alla guida del circuito nel ruolo di presidente c'è l'imprenditore Alberto Baban.

L'IDEATORE «Il Circuito Venetex non è farina del mio sacco, mi sono solo ispirato al modello sardo - premette Fiore - le aziende che vi aderiscono sono le stesse del mondo euro. L'ambizione non è sostituire l'euro, quindi le aziende del nostro circuito devono continuare a fare fatturato in euro. Il nostro obiettivo è fare attività economica aggiuntiva dando uno strumento di sostegno all'economia locale». Per capire come funziona bisogna risalire con la mente al baratto, quando gli scambi economici e commerciali avvenivano attraverso merce. Ad esempio se un idraulico aggiusta un tubo in un ristorante invece di essere pagato in euro viene remunerato in pasti da consumare in quel locale. Ma siccome potrebbe non interessargli di mangiare il quel posto verrà pagato in Venetex che potranno poi essere utilizzate solamente in un'altra impresa locale che rientra nel circuito. «È un articolo del codice civile che prevede la permuta - continua Fiore che domani sarà a Mestre a presentare il Circuito Venetex (l'appuntamento è, alle 18, all'Hostaria al Buso di Piazza Ferretto 13) - questo scambio avviene tramite conto corrente digitale. Quindi coloro che aderiscono al circuito dovranno aprire questo conto che inizialmente sarà vuoto, ma poi se daranno i loro servizi verranno pagati in Venetex che non potranno utilizzare dove vogliono, ma solo nelle aziende locali del circuito». Pensando a Mestre, per l'amministratore delegato, questo modello potrebbe essere un sostegno al commercio al dettaglio schiacciato da grande distribuzione e Amazon. Perché il Circuito Venetex non serve alle aziende che riescono a piazzare nel giro dell'euro tutto quello che producono o vendono. Può invece aiutare quelle imprese che hanno un surplus di prodotto che non riescono a far entrare nel circuito euro. «In questo modo - prosegue Fiore - si crea un fatturato aggiuntivo, infatti le aziende devono regolarmente fatturare come si fa con un servizio di permuta, e non si crea speculazione perché il Venetex non può essere convertito in euRo».

GLI OBIETTIVI Nelle 550 imprese aderenti al Circuito Venetex ci sono farmacie, ristoranti, venditori di bici elettriche, aziende che fanno spedizioni, agenzie viaggio e via di seguito. «Il nostro obiettivo è concludere l'anno arrivando a 600 aziende aderenti - dice - cercando quei servizi e quei prodotti che vengono richiesti dalle aziende aderenti e che ancora non ci sono». E nell'appuntamento mestrino verrà anche presentato come Venetex sia di recente diventato sponsor ufficiale di Basket Mestre 1958. «Anche questa è una modalità per sostenere realtà, anche se non squisitamente commerciali, importanti per la comunità di un territorio».

 

Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA