Simone, da fotografo a meccanico di biciclette: «È sempre stata la mia passione»

Giovedì 17 Marzo 2022 di Francesca Giannelli
Simone, da fotografo a meccanico di biciclette

BUDOIA - Da fotografo industriale a meccanico di biciclette: Simone Fort si lascia trasportare dall'onda del mercato in espansione, per lasciare la fotografia in secondo piano e dedicarsi a tempo (quasi) pieno alle due ruote. Una gigantografia con un ciclista nelle colline e una scritta Easy Bike, perché la bicicletta a Budoia è facile e divertente, Simone accoglie con un sorriso timido, dietro la mascherina: «Sono appassionato di bicicletta fin da ragazzo: Budoia, con le sue colline e la montagna subito dietro, è il posto ideale per la monutain bike, così quando frequentavo le superiori, nei pomeriggi, con uno o due amici, si saliva in sella e via per i pendii».

Il lavoro, il trasferimento fuori dalla pedemontana, una serie di circostanze hanno portato Fort a dedicarsi ad altro, fino al rientro della famiglia a Santa Lucia di Budoia: «Per una quindicina di anni ho quasi abbandonato la bici, poi, tornando in paese, tra le colline e assieme agli amici, ho ripreso anche a correre».


AMATORIALI

Come sanno tutti i ciclisti amatoriali, la passione per la sella non tramonta mai, sopisce e poi esplode nuovamente, senza lasciare alternative: «Era un po' che con gli amici pensavamo di fare qualcosa, un'attività legata al mondo del ciclismo. Così ho investito in un'officina, con collegato un piccolo negozio». La fotografia resta una passione e qualche lavoro dietro l'obiettivo ancora Fort lo cura, ma sulla bicicletta, nonostante il momento difficile, ha scommesso il suo futuro: «Ho lavorato in tre diversi studi fotografici racconta , poi otto anni in un altro studio e poi ancora qualche anno da libero professionista. Ora a 43 anni ho deciso di cambiare mestiere e mettermi dietro il banco con chiavi inglesi e smaglia catene. Fin da ragazzo ho sempre curato la manutenzione della mia bici e di quelle degli amici, in caso di bisogno mi appoggiavo prima all'officina di Scarpat a Polcenigo e poi a Pordenone al Ciclotime, Lucio Lena è stato il mio mentore. Recentemente ho seguito diversi approfondimenti, la meccanica è semplice, bisogna però essere aggiornati e avere molti attrezzi, sempre nuovi».


IL MERCATO

Dal punto di vista di vendita e noleggio «non è il periodo migliore per aprire un negozio nuovo - afferma Fort -. avevo partecipato al bando per l'assegnazione delle biciclette del Comune, ma non avevo ancora aperto l'attività e quindi non ho avuto punteggio a sufficienza. In molti entrano, sperando di poter trovare una bici a noleggio, ma non sono riuscito ancora ad averne. I produttori concedono qualche pezzo ai negozi già rodati, non è semplice in questo periodo trovare mezzi adatti, anche se è una delle attività che vorrei sviluppare. Adesso sta arrivando la primavera, quindi conto nell'arrivo di nuove bici». Budoia è un centro piccolo, meno di tre mila anime, e un laboratorio intero dedicato alle due ruote può sembrare fuori misura: «In realtà no, la concorrenza più vicina è ad Aviano da una parte e a Ranzano dall'altra. Anche qui ci sono molti cittadini americani che ricorrono a me per manutenzione o altro. Ci sono poi molti ciclisti di passaggio, che possono avere bisogno di qualcosa e poi da Polcenigo e da Budoia mi sto facendo una clientela». In molti preferiscono il negozietto di paese, soprattutto per non spostarsi troppo dalla pedemontana e avere comunque un buon servizio. Fort ora aspetta la primavera e l'estate, quando Budoia e le sue frazioni fanno il pieno di turisti ed emigranti che ritornano al paese per le ferie e ampliare la clientela.

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