Ecobonus auto, cassa integrazione, assegno unico figli: tutte le novità del Decreto Fiscale per famiglie e imprese

Sabato 16 Ottobre 2021 di R. Ec.
Dall'ecobonus auto, alla cassa integrazione e l'assegno unico: tutte le novità per famiglie e imprese

Rifinanziamento dell'ecobonus auto e soldi sull'assegno unico per i figli, allungamento dei tempi per le cartelle esattoriali, equiparazione della quarantena alla malattia anche per il 2021, prolungamento della cassa integrazione per alcune imprese, stretta sul lavoro nero e maggiori controlli per la sicurezza in fabbrica. Sono tante le novità contenute nel decreto su fisco e lavoro approvato ieri in consiglio dei ministri, segnato da qualche tensione, in particolare sul rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza

Quello che è un vero e proprio “antipasto” della legge di Bilancio, punta quest’anno, oltre che sulle materie strettamente tributarie anche sul lavoro, con l’obiettivo di affrontare un’emergenza, che i mesi della pandemia non hanno certo reso meno pressante. La manovra vera e propria arriverà invece la prossima settimana: dopodomani nella forma sintetica da inviare a Bruxelles e poi con i vari articoli completi da iniziare a discutere in Parlamento. Analizziamo nel dettaglio tutti i contenuti del decreto di ieri per famiglie e imprese.

 

Rinnovato l'ecobonus auto, nel ​DL Fisco fondi per 100 mln. Stanziamento inferiore rispetto alle prime bozze

 

Decreto fiscale, torna l'ecobonus auto

È stato rifinanziato per il 2021 con 100 milioni di euro il fondo ecobonus per l’acquisto di veicoli a basse emissioni. La misura è stata inserita, su proposta del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, nel decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri. I fondi a disposizione sono dunque inferiori rispetto a quanto previsto dalle prime bozze del dl, dove erano pari a 300 milioni. In particolare, le nuove risorse vengono ripartite destinando 65 milioni di euro per incentivare l’acquisto di veicoli M1 compresi nella fascia di emissione 0-60 g/km CO2, 20 milioni per l’acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 o M1 speciali, di cui euro 15 milioni riservati ai veicoli esclusivamente elettrici. Per i veicoli M1 compresi nella fascia 61-135 g/km CO2 sono invece stanziati 10 milioni di euro. Infine 5 milioni di euro sono destinati all’acquisto di veicoli di categoria M1 usati con emissioni comprese tra 0-160 g/km CO2. Sarà possibile prenotare sulla piattaforma del ministero dello Sviluppo economico.

 

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L'assegno unico per i figli

Apparentemente quello dell'assegno unico per i figli è lo spostamento di risorse più significativo del decreto fiscale. In realtà si tratta di un intervento puramente contabile, che però tocca uno strumento di importanza fondamentale nel 2022. Sei miliardi vengono trasferiti - dal 2022 in poi - dal fondo destinato alla riforma fiscale e allo stesso assegno universale a quello specifico per quest’ultima finalità. L’ultima legge di Bilancio prevedeva che a valere su quelle risorse al nuovo strumento di sostegno alle famiglie arrivassero tra i 5 e i 6 miliardi. Ora viene formalizzata la scelta per la somma più alta. Di conseguenza come già previsto con la recente legge delega la disponibilità residua per la riforma fiscale è di 2 miliardi per il 2022 e di 1 miliardo negli anni successivi. Somme che verranno integrate con quelle recuperate dalla lotta all’evasione fiscale. Intanto l’assegno universale per i figli diventerà operativo dal prossimo anno, sostituendo le attuali altre forme di sostegno (ed ereditando le relative dotazioni finanziarie). Il decreto che definisce nel dettaglio gli importi, legati all’Isee dei nuclei , è sostanzialmente pronto. Intanto c'è il rifinanziamento dei congedi parentali al 50% per i lavoratori con figli minori di 14 anni in quarantena o in Dad.

 

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Il Reddito di Cittadinanza 

Alla fine il Reddito di cittadinanza viene rifinanziato per il 2021 con 200 milioni. Soldi che servono a far fronte all’incremento delle richieste da qui alla fine dell’anno. Non si tratta dunque di un intervento strutturale, ma di un ritocco temporaneo che fa seguito a misure analoghe già decise in passato: con la legge di Bilancio per il 2021 era stato disposto uno stanziamento aggiuntivo pluriennale pari per l’anno in corso a 196 milioni. Un altro miliardo era incluso nel decreto Sostegni della scorsa primavera. Risorse che insieme a questi ultimi 200 milioni vanno a sommarsi ai circa 7 miliardi originari. Le domande erano cresciute già a partire dallo scorso anno in concomitanza con l’esplosione della pandemia: per moltissime famiglie il RdC è stato uno strumento che ha permesso di contrastare il rischio di indigenza. Nel provvedimento approvato ieri i fondi ulteriori arrivano da altri non utilizzati relativi al pensionamento di lavoratori “precoci” e impegnati in mansioni usuranti e al reddito di emergenza.

 

La stretta sul lavoro

Capitolo lavoro. La stretta concordata con le parti sociali su muove lungo cinque linee. La prima tocca la percentuale di personale in nero sopra la quale scatta al sospensione dell’attività imprenditoriale: dall’attuale 20% si scende al 10. Inoltre non ci sarà più bisogno di recidiva per l’adozione del provvedimento. C’è poi un deciso inasprimento delle sanzioni in materia di tutela della salute e della sicurezza: oltre al ripristino delle condizioni di regolarità, per la ripresa dell’attività sarà richiesto il versamento di somme aggiuntive per le varie infrazioni, fino ad un massimo di 3 mila euro o di 300 a lavoratore interessato. Vengono poi potenziate le competenze dell’ispettorato nazionale del lavoro per il coordinamento degli intervento e della vigilanza, aumentano sia gli ispettori con 1.024 nuove assunzioni sia gli investimenti in tecnologia con 3,7 milioni in più nel prossimo triennio; si rafforza di 90 unità anche il personale dell’Arma dei Carabinieri impegnato su questo fronte. Infine è previsto il rafforzamento della banca dati dell’Inail (Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro) che dovrà essere condivisa con le Asl e lo stesso ispettorato del lavoro.

 

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Le misure fiscali

Il dossier fisco comprende tre misure principali, tutte in tema di riscossione. Le rate di “rottamazione ter” e “saldo e stralcio” (le due procedure di definizione agevolata lanciate dal primo governo Conte) in scadenza nel 2020 oppure dal 28 febbraio al 31 luglio di quest’anno potranno essere versate entro il 30 novembre. Quanto alle cartelle, l’intervento di alleggerimento riguarda il termine per l’adempimento spontaneo, relativo a quelle dallo scorso primo settembre alla fine dell’anno (quindi da quando Agenzia delle Entrate-Riscossione ha ripreso ha inviarle dopo la lunga sospensione legata al Covid): ci saranno 150 giorni invece di 60, senza interessi di mora. Coloro che prima dell’avvio della sospensione avevano piani di rateizzazione già in essere potranno attendere fino a 18 rate non pagate, invece di 10, prima di vedere decaduta la rateizzazione stessa: si tratta di un evidente aiuto per chi è in difficoltà a rispettare le scadenze.

 

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Rifinanziata la cassa integrazione

Il decreto contiene anche il rifinanziamento: della cassa integrazione legata al Covid, con la possibilità per le aziende di utilizzare tredici settimane in più; dei periodi di quarantena che possono così essere equiparati a malattia e dei congedi parentali per i genitori di minori di 14 anni. La cig riguarda i settori del tessile, abbigliamento e pelli. Previsti poi altri 12 mesi di integrazione salariale anche per i lavoratori di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner, in amministrazione straordinaria.

 

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E gli altri bonus edilizi?

I bonus edilizi non entrano nel decreto fiscale ma la proroga, già assicurata dal governo, verrà definita nella legge di Bilancio a cui sta lavorando il governo. Gli incentivi a cui tutti guardavano sono il superbonus, il bonus facciate al 90% e l’ecobonus al 65% ma anche il bonus al 50% per mobili ed elettrodomestici green, di cui il Ministero della Transizione ecologica ha chiesto il rinnovo per il 2022. Chiesta la proroga anche per sconto in fattura e cessione del credito previsti per ecobonus e superbonus (della cui estensione si sta invece occupando il Mef). Nel 2020 «l’ecobonus ha attivato investimenti per oltre 3 miliardi», ha sottolineato il Mite. A spingere per la prorga dei bonus c’è la Confedilizia. «Le misure proposte al Mef dal ministro Cingolani - afferma l’associazione dei proprietari di casa - trovano il nostro apprezzamento. Sono interventi volti a prorogare e ad ordinare importanti incentivi per gli immobili. Tali detrazioni non sono infatti meno importanti del superbonus, specie considerando tutti quegli immobili e quei soggetti che non possono accedere al 110 per cento».

 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 01:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA