Bonus bagno 2022, contributo fino a 1000 euro sbloccato: domande da gennaio. Ecco i requisiti

Sabato 27 Novembre 2021 di R. Ec.
Bonus bagno 2022, contributo fino a 1000 euro sbloccato: domande da gennaio. Ecco i requisiti

Dopo mesi di annunci finalmente c'è una data. Il bonus idrico fino a 1000 euro, senza Isee, per cambiare docce, rubinetti e vasi sanitari in bagno sarà operativo da gennaio, quando i cittadini potranno fare domanda. Un ulteriore ritardo rispetto a quando si pensava di attivarlo (fine ottobre), che porta il conto dei mesi passati ad attendere a 13. Il bonus era stato infatti previsto dalla Legge di Bilancio 2020 del governo Conte II, ma con il passaggio all'esecutivo di Mario Draghi e la creazione del Ministero della Transizione ecologica (che si occupa del contributo), i tempi si sono dilatati. La piattaforma ad hoc realizzata da Sogei, ora, è finalmente in via di realizzazione. Vediamo come funzionerà e quali interventi saranno ammessi.

 

Bonus docce e rubinetti, i requisiti per ottenerlo

Il contributo punta a incentivare la sostituzione dei vecchi vasi sanitari e della rubinetteria per garantire un risparmio di risorse idriche, da cui il nome. Per usufruirne bisogna avere più di 18 anni ed essere residente in Italia. Poi si deve essere «titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale su edifici esistenti, nonché di diritti personali di godimento su parti di edifici esistenti o singole unità. In caso di cointestatari o titolari di diritto reale o personale di godimento, è possibile richiedere il bonus solo previa dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario/comproprietario dell’immobile della volontà di fruirne, che dovrà essere compilata sulla piattaforma anche con i dati del proprietario.

 

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Per ottenere l'incentivo, inoltre, è necessario aver realizzato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 interventi di «sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua». Quindi si devono mettere nuovi vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico entro i 6 litri, rubinetti e miscelatori con portata d'acqua entro i 6 litri al minuto o soffioni/colonne doccia con portata al massimo di 9 litri al minuto.

Si potranno ottenere così, direttamente sull'Iban, fino a mille euro, anche per i lavori eseguiti precedentemente, ma sempre nel 2021. 

 

Come fare domanda

La domanda si presenterà sullo spazio web (realizzata da Sogei) “Piattaforma bonus idrico”, che arriverà a breve e a cui si accederà dal sito del Ministero della Transizione ecologica. Per entrare servirà lo Spid o la Carta d'identità elettronica. Una volta registrato, poi, il soggetto dovrà fornire una serie di dati, tra cui: l'importo della spesa sostenuta, le specifiche tecniche dei lavori eseguiti, quantità del bene e specifiche della posa in opera o istallazione, l'identificativo catastale dell'immobile, la dichiarazione di non aver già usufruito di altre agevolazioni per quelle spese e le coordinate del conto corrente bancario/postale (Iban) del beneficiario su cui accreditare il rimborso. Infine servirà allegare la copia della documentazione commerciale o della fattura.

 

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Sarà poi valida anche la copia del versamento bancario o postale oppure del pagamento con altri sistemi di pagamento tracciabili, assieme alla documentazione del venditore che serve a ricondurre la transazione al prodotto acquistato. A questo proposito il Mite ha creato il Modello esercente bonus idrico con cui il venditore certifica: le modalità di pagamento; le tipologie di beni acquistati; il totale della spesa effettuata dal beneficiario per la quale si chiede il rimborso. Il documento è necessario per presentare la domanda e dovrà essere allegato.

Il rimborso, invece, è escluso: ove la richiesta risulti errata nella compilazione, incompleta di informazioni e/o degli allegati o se a seguito dei controlli si riscontrino irregolarità rispetto a quanto dichiarato. Se poi la casa è cointestata, alla domanda per il bonus occorre allegare la dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario/comproprietario dell’immobile della volontà di fruirne.

 

Il possibile rifinanziamento

Il bonus può essere richiesto una volta sola per un solo immobile. Varrà solo fino ad esaurimento delle risorse. In campo ci sono 20 milioni di euro già messi da parte. Ma la nuova Manovra, attualmente in discussione al Senato, potrebbe destinare altri fondi con qualche emendamento dell'ultim'ora. Si rischierà altrimenti di saturare la capacità di spesa in poco tempo, con troppe domande in arrivo in breve tempo. In ogni caso ministro Roberto Cingolani è intenzionato a puntare sul bonus qualora andasse bene tra i cittadini, chiedendo al collega Daniele Franco altri finanziamenti e magari una proroga dei tempi per fare i lavori in casa.

 

L'altro bonus per l'acqua

Il bonus idrico non va confuso con quello per l'acqua potabile, previsto sempre dalla Legge di Bilancio 2020 e sbloccato solo lo scorso giugno. Si tratta di un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute dall’inizio del 2021 fino alla fine del 2022 per comprare e installare sistemi per la “razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre il consumo di contenitori di plastica“.

 

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Filtraggio, raffreddamento, mineralizzazione, addizione di anidride carbonica alimentare. Il contributo si può ottenere per vari tipi di sistemi installati. La soglia massima di spesa è 1000 euro per ogni abitazione (quindi il contributo arriva fino a 500 euro) e 5mila per immobili adibiti ad attività commerciale o istituzionale (con sconto massimo di 2500 euro).

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 08:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA