Bollette, ecco il piano: taglio Iva e più sostegni per famiglie e imprese

Lungo vertice a palazzo Chigi con Draghi: slitta l'azione sugli extra profitti delle aziende

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Roberta Amoruso e Rosario Dimito
Bollette, ecco il piano: taglio Iva e più sostegni per famiglie e imprese

Il taglio all'Iva ma anche la sterilizzazione degli oneri di sistema fissi che appesantiscono la bolletta. È questa la doppia leva al vaglio oggi del governo in Consiglio dei ministri per potenziare gli interventi contro il caro-gas e far capire che sente eccome il grido di allarme di famiglie e imprese. Un intervento da 4-5 miliardi, da aggiungere ai nuovi ristori per i settori colpiti dalla pandemia (altri 2 miliardi). L'urgenza è correre subito in soccorso delle imprese che rischiano davvero di chiudere le linee produttive. E quindi non solo le micro-imprese per le quali il taglio dell'Iva sul gas è già agli atti.

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Un tema caro al ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti che ieri ha incontrato i rappresentanti dei settori più colpiti dal caro gas, dall'acciaio alle fonderie, dal cemento alla carta. Ma tra le ipotesi che arriveranno oggi sul tavolo c'è anche quella di rivedere la soglia Isee delle famiglie che possono accedere agli sconti in bolletta giù approvati nei giorni scorsi, allargando quindi la platea.

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E allora si parlerà di utilizzare i circa 2 miliardi di euro attesi quest'anno dalle aste CO2. Si parlerà dell'ipotesi di cartolarizzazione degli oneri di sistema Asos legati alle rinnovabili (tra 2,5 e 3 miliardi), anche attraverso un bond. Mentre slitteranno a quanto pare, altre misure di «compensazione» per le imprese come l'utilizzo degli extraprofitti delle società che producono energia idroelettrica. Un intervento complicato da mettere a punto in tempi stretti, considerati anche i contorni legali dell'operazione da valutare.
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È questo il quadro emerso ieri sera dopo la riunione a Palazzo Chigi di circa tre ore tra il premier Draghi e i ministri Franco, Giorgetti e Cingolani. Il confronto sulle misure proseguirà stamattina in vista del Cdm di oggi pomeriggio. Ma prima della riunione si potrebbe svolgere una cabina di regia con tutta la maggioranza.

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Il Mite spinge per confermare subito la riduzione dell'Iva al 5% sul gas per pmi e famiglie con basso Isee. E ha presentano un piano di proposte di riforma strutturale della bolletta che vale fino a 10 miliardi di euro.
Al vaglio del Mef, invece, come risulta da un documento delle ultime ore che circola tra il dicastero della transizione ecologica, Via XX Settembre e Palazzo Chigi, c'è anche la sterilizzazione degli oneri per le imprese con consumi al di sotto dei 16,5 kilowattora. Una misura che vale circa 1,2 miliardi. Ma è proprio su questa soglia che si sta concentrando una parte della discussione all'interno del governo. Le imprese energivore ricevute ieri al Mise puntano su un allargamento della platea. E da parte sua Giorgetti spinge perché si dia priorità alle aziende che rischiano la chiusura.

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IL PRESSING
Intanto Confindustria rinnova il suo grido d'allarme: «Non è possibile rinviare le decisioni, serve un atto di coraggio. Serve agire in fretta come hanno già fatto i governi di Francia e Germania». Perché «la situazione è drammatica». L'associazione degli industriali «valuta positivamente» la riunione voluta dal ministro Giorgetti ma insiste nel chiedere «una task force» coordinata dalla Presidenza del Consiglio, sottolineando che le proposte che ha illustrato al Mise sono da «condividere necessariamente in un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi». La partita non è solo tecnica ma anche politica. E Matteo Salvini insiste sulla necessità di uno scostamento di bilancio monstre. Oltre a ribadire la proposta avanzata anche dal viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) di chiedere ai produttori idroelettrici un contributo per calmierare le bollette a fronte di un'estensione delle concessioni.
Salvini ha dunque ringraziato il ministro Giorgetti che ha convocato la riunione, ma «adesso è necessario che il governo intervenga al più presto: servono almeno 30 miliardi per il sistema».
 

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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