La Lega vuole abolire la Tasi e boccia il piano giustizia M5S

Mercoledì 31 Luglio 2019 di Francesco Bisozzi
​La Lega vuole abolire la Tasi
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Anche l’abolizione della Tasi potrebbe trovare spazio nella prossima manovra finanziaria. Si è aperto così un nuovo fronte di scontro tra Lega e M5S. Dopo il braccio di ferro sulla flat tax e sul taglio del cuneo fiscale, i due partiti di governo si danno ora battaglia pure sulle tasse sulla casa. I pentastellati puntano a una local tax che accorpi Imu e Tasi in un unico tributo comunale allo scopo di ridurre l’imposizione immobiliare attraverso un nuovo sistema di deduzioni. Lo ha confermato ieri il vicepremier Luigi Di Maio: «Dobbiamo creare una sola tassa locale, che corrisponda a un importo inferiore della somma di tutte le tasse che attualmente siamo costretti a pagare». 

LA PROPOSTA
La Lega, al contrario, vuole cancellare la tassa sui servizi indivisibili e propone una serie di tagli chirurgici dell’Imu. Una maxi-sforbiciata che richiede però coperture per 1,1 miliardi di euro. Il piano del Carroccio è di recuperare le risorse necessarie abbattendo il tax gap annuo sull’imposta municipale unica, che vale oltre 5 miliardi di euro. Come? «Tramite l’invio di un bollettino Imu precompilato a casa dei contribuenti sarebbe possibile aggredire il sommerso, pari al 26,9% dell’Imu effettivamente incassata», spiega al Messaggero Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze alla Camera, autore del disegno di legge sulla nuova Imu che ha dato il via alle danze. 

Con lui si è schierato il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che ieri ha affermato che il governo sta lavorando per abolire la Tasi già dal 2020. Nel disegno di legge 1429 sulla nuova Imu avanzato dal leghista Gusmeroli si propone d’introdurre un bollettino precompilato per il pagamento delle imposte sugli immobili, anche in un’ottica di semplificazione. La direttrice del Dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un’audizione in commissione Finanze alla Camera sulla nuova Imu aveva così commentato: «Sicuramente l’adozione di un bollettino o di un F24 precompilato potrebbe fortemente contribuire a ridurre il tax gap sull’imposta municipale unica». Ma sull’abolizione della Tasi i tecnici di via XX settembre nutrono in realtà più di un dubbio. La relazione del 2018 sull’evasione ha calcolato un tax gap annuo sull’Imu di 5,2 miliardi. Come detto, per abolire la Tasi servono 1,1 miliardi. Ma 270 milioni potrebbero arrivare da tagli di spesa operati direttamente dal ministero dell’Economia. «Mancano dunque all’appello solo 830 milioni, una cifra che non ci spaventa considerati i numeri forniti dall’ultima relazione sull’evasione», spiega Gusmeroli. Che oltre all’abolizione della Tasi promette anche riduzioni mirate dell’Imu. «Per esempio pensiamo di togliere l’Imu sui fabbricati occupati o inagibili e sui terreni agricoli. Interventi che presentano un costo abbordabile. Via XX settembre ha stimato che il gettito derivante dall’Imu e dalla Tasi sui fabbricati inagibili non supera i 57 milioni di euro». Tecnicamente, però, lo Stato dovrà riconoscere il valore dell’abolizione della Tasi ai Comuni, in modo che a questi ultimi non manchino le risorse. 

I TEMPI
In sostanza, dunque, la nuova Imu è un progetto che va oltre la semplificazione del groviglio delle aliquote dell’imposta sugli immobili attraverso l’unificazione di Imu e Tasi e arriva fino a prevedere la cancellazione del tributo per i servizi indivisibili, oltre a una serie tagli per l’imposta municipale unica, il tutto grazie all’attuazione dell’Imu precompilata o del modello F24 da utilizzare per il suo versamento. Secondo l’Istat il gettito totale derivante da Imu e Tasi nell’anno passato è stato di 21 miliardi e 983 milioni di euro. Sulla base invece degli ultimi dati consuntivati relativi al 2018 in possesso dei tecnici di via XX settembre, il gettito complessivo Imu-Tasi è stato stimato pari a circa 19,8 miliardi di euro, di cui 18,7 miliardi derivanti dalla sola Imu e 1,1 miliardi dalla Tasi. Secondo la direttrice del Dipartimento delle finanze del ministero del Tesoro, Fabrizia Lapecorella, questi tributi rappresentano però la principale fonte di entrata dei Comuni italiani, pari nel complesso al 70% delle loro entrate tributarie. Ragion per cui l’abolizione della Tasi potrebbe richiedere più tempo del previsto.
 

Ultimo aggiornamento: 13:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA