Computer in banca solo in inglese, il sindacato Uilca replica in latino

Sabato 18 Gennaio 2020 di Pierfederico Pernarella
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«Unicreditrix, perspicuis cede: in Italia sumus!». Tranquilli, non siamo tornati nel Medioevo, né tantomeno nell'Impero Romano. Siamo ancora saldamente nel 2020, ma la Uilca, la categoria del credito della Uil, ha pensato bene di rispolverare l'antico idioma per dire all'Unicreditrix, al secolo Unicredit: «Arrenditi all'evidenza: siamo in Italia». 

L'idea è venuta al dirigente regionale del Lazio di Uilca, anzi meglio Regionalis Latii Scribarum Sedes, il ciociaro Alessio Storace, per stigmatizzare la vena anglofona mostrata dall'istituto di credito nell'aggiornare i sistemi operativi dei computer.

«Ancora una volta Unicredit brilla per la sua voglia di viaggiare oltre confine - scrive Storace - Ancora una volta i nostri dirigenti sembra che non si rendano conto che lavorano in una terra bellissima che ha una bellissima lingua. In questi giorni è in corso il cambio del sistema operativo dei computer e le lingue disponibili per poterci lavorare sono, neanche a dirlo, l'inglese o al massimo il tedesco. Si può arrivare all'italiano, anche se in forma abbastanza limitata, solo attraverso numerosi passaggi, anche abbastanza complicati. Ci permettiamo, ancora una volta, forse l'ennesima, di ricordare ad Unicredit che la sua sede è ancora in Italia e, non da ultimo, che il contratto appena firmato prevede per le banche l'obbligo di comunicazione ai dipendenti esclusivamente in lingua italiana. Ci piacerebbe veder rispettato questo principio ma non soltanto perché è un obbligo contrattuale, ma perché dettato dalla diligenza del buon padre di famiglia». Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA