Medici "che sbagliano", la Regione
cerca una compagnia che li assicuri

Medici "che sbagliano", la Regione
cerca una compagnia che li assicuri
VICENZA - (Cs) «Solo nove mesi fa sembrava una cosa impossibile». Lo dicono con soddisfazione gli aderenti a Obiettivo Ippocrate, il "movimento" di medici partito dal San Bortolo di Vicenza, e ora approdato anche in altre strutture sanitarie regionali, con una raccolta di centinaia di firme che sottolineva il problema dei medici "abbandonati" sul fronte delle responsabilità assicurative. La loro posizione, promossa in ogni modo e che ottenne anche udienza alla commissione del Senato, ha prodotto un risultato importante: ovvero la Regione Veneto ha pubblicato il bando per la ricerca di un'azienda assicurativa che dia copertura con una polizza di responsabilità civile a tutto il personale operante nelle aziende sanitarie e ospedaliere.
 
 

Si tratta di un risultato, spiegano all'associazione presieduta da Massimiliano Zaramella, scaturito dal tavolo tecnico regionale fortemente voluto da Obiettivo Ippocrate. «In tutte le riunioni fatte tra la Regione Veneto ed gli esperti tecnici legali nominati dalle varie sigle sindacali e da Obiettivo Ippocrate, l'unica figura sempre presente a tutte le riunioni è stata la consulente nominato da Obiettivo Ippocrate, l'avvocato Alessia Gonzati, a conferma del fatto che il nostro vero interesse è la tutale per tutte le parti coinvolte nell'interesse comune» aggiunge il segretario dell'associazione, Giampaolo Zambon.
 
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Venerdì 28 Ottobre 2016, 13:45






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3 di 3 commenti presenti
2016-10-28 19:50:59
Attenzione che tra i provvedimenti proposti in merito di responsabilita' civile, invece di rendere omogenei listini e pareri (lo stesso "danno" riceve valutazioni diversissime da tribunale a tribunale) pare vogliano creare dei fondi "aziendali" per compensare i danni, sperando di risparmiare. In effetti risparmiano davvero: se NON pago l'assicurazione, e come azienda faccio un accordo con il paziente "danneggiato" (per la serie, pochi, maledetti ma SUBITO) elimino anni di cause e contenziosi e risparmio molto. Ma il vero "risparmio" sta nella fregatura che do ai miei dipendenti. Come ASL per evitare lungaggini o cattiva pubblicita' posso decidere di tacitare il paziente "danneggiato" offrendogli subito, chesso' 50.000 invece dei 500.000 richiesti, senza un processo o un vero giudizio. Specie se NON in "buona fede" il paziente puo' accettare. Ma i soldi pagati sono soldi PUBBLICI (non di un'assicurazione). A questo punto scatta la pratica "danno erariale": la Corte dei Conti chiede indietro i soldi ai sanitari (medici o infermieri) che avrebbero provocato tale "danno". In pratica la ASL accetta di pagare SENZA che nessun giudice abbia deciso se il danno ci fosse stato davvero o meno. La ASL risparmia due volte: NON paga assicurazione e si fa "ripagare" l'anticipato dai suoi dipendenti, anche se NESSUNO li ha giudicati colpevoli. italia.
2016-10-28 18:42:08
Sarebbe ora che la regione protegga i suoi dipendenti, l'alternativa e che il personale medico scarichi sulle visite private le spese assicurative.
2016-10-28 16:53:41
In questo disgraziato paese se un medico cerca di guarire un malato e sbaglia finisce sotto processo. Se un magistrato cerca di mandare in galera un uomo onesto o libera troppo presto un delinquente ha la garanzia dell'impunita'.