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Papa Francesco annuncia la Pasqua e mette in guardia dalla guerra atomica: «Basta mostrare i muscoli mentre la gente soffre»

Domenica 17 Aprile 2022 di Franca Giansoldati
Papa Francesco annuncia la Pasqua e mette in guardia dalla guerra atomica: «Basta mostrare i muscoli mentre la gente soffre»

Città del Vaticano – In questa Pasqua strana, quasi una specie di Quaresima «che sembra non finire», con la pandemia ancora sottotraccia, la minaccia atomica e la guerra alle porte dell'Europa, è la parola pace quella che si ascolta di più in piazza san Pietro, dove stamattina Papa Francesco ha celebrato una affollata messa pasquale. Sorridente nonostante il volto segnato dallo sforzo per il dolore al ginocchio che lo tormenta, ha annunciato al mondo  «Cristo è risorto!» aggiungendo, subito dopo che oggi più che mai abbiamo «bisogno di Lui. Era il momento di uscire insieme dal tunnel della pandemia, mano nella mano, mettendo insieme le forze e le risorse. E invece stiamo dimostrando che in noi c’è ancora lo spirito di Caino, che guarda Abele non come un fratello, ma come un rivale, e pensa a come eliminarlo».

 

E proprio stamattina un'altra delusione lo ha raggiunto: l'aver saputo che è saltata l'apertura di un corridoio umanitario per l'evacuazione dei civili, soprattutto donne e bambini, da Mariupol e che - inoltre - la tregua di Pasqua implorata (assieme ad altri leader religiosi) è caduta nel vuoto, drammaticamente, colmata dal continuo lancio di missili.

Il messaggio al mondo

Forse è anche per questo che nel messaggio al mondo che ha letto dalla Loggia delle Benedizioni davanti ad una fiumana di pellegrini Papa Francesco ha parlato di bullismo internazionale: «Si smetta di mostrare i muscoli mentre la gente soffre». Non ha mai – come al solito – specificato il nome del Cremlino o della Russia ma è apparso evidente ai più che la menzione non poteva che andare verso la direzione di Mosca dove il presidente Putin, a detta di diversi capi di Stato che hanno potuto parlargli, hanno riferito di una persona determinata ad andare avanti e a non ascoltare nessuno.

Papa Francesco si è concesso un lungo giro in papamobile, per la piazza, un autentico bagno di folla, salutando alcuni malati ai quali ha donato un rosario. «Abbiamo bisogno del Crocifisso Risorto per credere nella vittoria dell’amore, per sperare nella riconciliazione. Oggi più che mai abbiamo bisogno di Lui, che venga in mezzo a noi e ci dica ancora: Pace a voi!».

L'Ucraina è rimasta inevitabilmente nel sottofondo, distrutta da una «guerra crudele e insensata in cui è stata trascinata. Su questa terribile notte di sofferenza e di morte sorga presto una nuova alba di speranza! Si scelga la pace».

Francesco ha invitato i cristiani a non abituarsi all'idea della guerra ma di cominciare a urlare per le piazze e per i balconi il bisogno di pace. Poi a sorpresa ha citato il manifesto Russel-Eistein del 9 luglio 1955: «Si ascolti quella inquietante domanda posta dagli scienziati quasi settant’anni fa: Metteremo fine al genere umano, o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?» 

Il manifesto al quale ha fatto riferimento è la più importante dichiarazione in favore del disarmo nucleare e della scelta pacifista sottoscritta da scienziati e intellettuali tra cui Albert Einstein e Bertrand Russell. Diversi premi Nobel mettevano in guardia dalla distruzione delle bombe nucleari («le nuove bombe - si legge nel testo del 1955 - sono più potenti delle precedenti e che se una bomba atomica è riuscita a distruggere Hiroshima, una bomba all’idrogeno potrebbe distruggere grandi città come Londra, New York e Mosca»). 

Francesco in diversi passaggi è tornato alle vittime ucraine (nessuna menzione a quelle russe): «Porto nel cuore tutte le numerose vittime ucraine, i milioni di rifugiati e di sfollati interni, le famiglie divise, gli anziani rimasti soli, le vite spezzate e le città rase al suolo. Ho negli occhi lo sguardo dei bambini rimasti orfani e che fuggono dalla guerra. Guardandoli non possiamo non avvertire il loro grido di dolore, insieme a quello dei tanti altri bambini che soffrono in tutto il mondo: quelli che muoiono di fame o per assenze di cure, quelli che sono vittime di abusi e violenze e quelli a cui è stato negato il diritto di nascere». 

Nel messaggio pasquale vengono poi ringraziate anche le nazioni che accolgono i profughi in fuga, anche delle altre guerre in corso nel mondo: Siria, Iraq, Libano, Congo, Yemen, Myanmar. Quella di quest'anno e' la prima Pasqua senza le restrizioni dovute alla pandemia che ha impedito nel 2020 e nel 2021 l'ampia partecipazione di fedeli. In Terra santa però la Pasqua cade in un momento di crisi per i Paesi del Medio Oriente, in particolare il Libano, che ha gravi carenze di approvvigionamento di cibo e carburante dovute alla guerra in corso in Ucraina. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha inviato a Papa Francesco un messaggio in cui lo ringrazia per difendere la dignità della persona: «un punto che costituisce per tutti, credenti e non credenti, feconda fonte di ispirazione all’impegno per l’altro e verso l’altro». 

Ultimo aggiornamento: 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA