«Torturatore di gatti»: Perugia, nuove accuse sul garage degli orrori

Sabato 28 Settembre 2019 di Enzo Beretta
PERUGIA - Si è aperto mercoledì il processo-bis al torturatore di gatti indagato dalla Procura di Perugia al quale vennero sequestrati nel «garage degli orrori» strumenti per uccidere animali insieme a materiale organico e pezzi di carne immersi nella naftalina. L’imputato era già stato condannato dalla Corte d’appello a quattro mesi di reclusione e ritenuto colpevole dai giudici di aver ucciso e scuoiato un gatto che nel settembre 2014 venne ritrovato appeso fuori dal cancello di una scuola materna a Castel del Piano.

Nella sentenza di primo grado il giudice, però, aveva spiegato che gli strumenti rinvenuti all'interno del garage descrivevano «in perfetta e angosciante sequenza i comportamenti che venivano realizzati in quell'illecito laboratorio di crudeltà» e che «la presenza di attrezzi e maschere» indicavano «una laboriosa e persistente attività svolta nel tempo».

Da qui la decisione di rimettere gli atti alla Procura per nuove contestazioni che ora si sono materializzate attraverso la citazione diretta a giudizio che ha innescato il processo bis. Nelle carte d’accusa contro il 24enne è spiegato che all’interno del garage vennero ritrovati numerosi strumenti: una ghigliottina costruita in maniera artigianale, un machete, una carabina ad aria compressa, coltelli, pugnali, una mannaia, accette, forbici da giardino, cavi elettrici e siringhe intramuscolo. In primo grado nei confronti dell'imputato era stata sollecitata una condanna a otto mesi di reclusione. Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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