Toto Wolff lancia la Stella, Vandoorne trionfa nel secondo E-Prix di Roma

Lunedì 12 Aprile 2021
La Mercedes EQ di Stoffel Vandoorne in testa all'E-Prix di Roma

Una presenza carismatica. Che spinge ancora più in alto la notorietà della Formula E. Ai box dell’Eur si è aggirato per tutto il weekend “signor motorsport”, il dirigente sportivo più vincente nella storia delle competizioni motoristiche. L’austriaco Toto Wolff è stato l’unico in grado di conquistare sette campionati Piloti e Costruttori di F1, impresa che fa invidia anche alla leggenda Ferrari. Quando c’è Toto le Frecce di Stoccarda volano e, se sabato non si fosse messo di mezzo quel campione pasticcione di André Lotterer, quasi certamente le Stelle sarebbero tornate in Germania con il carniere pieno. Wolff, si sa, oltre ad essere un formidabile stratega, ha fiuto ed aveva intuito che i suoi bolidi avrebbero dato spettacolo sul palcoscenico dell’Eur. Invece, come al solito, ha detto la verità, dando l’impressione di scherzare: «Sono venuto a Roma con la certezza di prendere un po’ di sole. Invece c’è freddo e pioggia...».

Più facile che sia venuto per trascorrere un fine settimana nella città più bella del mondo con la sua signora, la pilotessa di F1 Susie ex terzo pilota Williams ed attuale Team Principal (è un “collega” del marito) della squadra monegasca Venturi che schiera le monoposto elettriche. Per il resto sguardo di ghiaccio e poche parole lasciando gli onori della ribalta ai suoi uomini. L’E-Prix 2 di Roma è finito in un boccone nella pancia di Stoffel Vandoorne che ha fatto una super gara mostrando cosa sarebbe successo il giorno precedente se non ci fosse stato l’incontro troppo ravvicinato con la Porsche e poi l’abbraccio ruvido con il muro. Sabato prima del via aveva acchiappato la super pole. Ieri è scattato solo dalla quarta piazza, dietro a tre ragazzi che non sembravano all’altezza delle tradizioni nella Città Eterna.

I tre, infatti, sono tutti fra gli 11 driver che non hanno mai vinto un E-Prix. Stoffel prima ha fatto sfogare Cassidy, Nato e Wehrlein Poi, con parecchia autorità, ha preso il comando delle operazioni gestendo nel migliore dei modi i tre Attack Mode e mostrando una discreta superiorità in una formula che vive sull’equilibrio. Anche gara 2 all’Eur è finita quasi in coda alla Mini a batterie che fa da safety car mandata in pista dal direttore di gara per rimuovere l’Audi che René Rast aveva appiccicato sulle barriere. Dietro a Vandoorne si sono piazzati Alex Sims con la Mahindra e Norman Nato con la Venturi della signora Wolff.

Il francese è stato però punito per aver utilizzato una parte di energia proibita e sono saliti in classifica Wehrlein con la Porsche ed Evans con la Jaguar. Il neozelandese con gli 8 punti del quarto posto si è portato in scia nella generale al compagno Bird ieri fuori dai punti. I due piloti della squadra britannica precedono Frijns e la coppia della Mercedes. Nella graduatoria riservata ai Costruttori con la vittoria di ieri la corazzata tedesca è ora all’inseguimento del felino di Coventry, davanti alla DS, il team che ha dominato le ultime tre stagioni. Sfortunate le Audi entrambe fuori dalla zona punti con Di Grassi e Rast. Stessa fine hanno fatto pezzi da novanta come il vincitore di sabato e unico bicampione di FE Vergne, il leader della classifica Bird, De Vries con l’altra Mercedes (quest’anno ha vinto una delle due corse in Arabia) e Lotterer che guida una Porsche.

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 08:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA