Hamilton festeggia la 90° vittoria in F1 omaggiando Breonna Taylor, afroamericana uccisa dalla polizia

Lunedì 14 Settembre 2020 di Nico Riva

Lewis Hamilton in questi giorni ha fatto molto parlare di sé, ma non solo per i suoi grandi meriti sportivi. Il pilota 35enne, in occasione della vittoria al Gran Premio di Toscana domenica 13 settembre, si è infatti presentato sul podio con un t-shirt provocatoria, che non è piaciuta alla FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile). Il gesto di protesta di Hamilton gli è costato un'indagine interna. 

Leggi anche > Formula 1, Gp Toscana: le pagelle. Male Verstappen, vola Albon. Ferrari in leggera ripresa

"Arrestate i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor", recita la scritta caratteri cubitali sulla maglietta esibita dal pilota di Formula 1 al termine del Gran Premio. Breonna Taylor era una 26enne afroamericana uccisa in uno scontro a fuoco con la polizia a Louisville (Kentucky), lo scorso 13 marzo. Taylor, come George Floyd, è diventata un simbolo della lotta antirazzista e alla violenza della polizia americana che negli ultimi mesi ha travolto gli Stati Uniti (e non solo) al grido di Black Lives Matter. 

Sul retro della t-shirt di Hamilton, compariva una foto di Breonna e la scritta "Say her name" ("Dite il suo nome"). Sul podio del circuito italiano del Mugello, il pilota della Mercedes ha voluto dare il suo contributo al movimento che ha spinto migliaia di persone a scendere in piazza per protestare contro la violenza e il razzismo. Nella giornata di ieri, Lewis Hamilton ha inoltre festeggiato la sua 90° vittoria in carriera, ma non tutti hanno apprezzato il suo gesto. I piani alti della Formula 1 non hanno gradito la presa di posizione "politica" del pilota perché le indagini sulla morte di Breonna Taylor non si sono ancora concluse. 
 
Hamilton, insieme ad altri sportivi di fama mondiale, ha preso parte numerose volte in passato ad iniziative contro il razzismo, raccontando anche la sua esperienza di vita nel Regno Unito. E ricordando che questa terribile piaga, purtroppo, non è un problema solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa. Hamilton stavolta rischia una multa dalla FIA per aver "oltrepassato un limite", ossia il divieto di sfruttare le competizioni sportive per lanciare messaggi "politici". Le polemiche non accennano a spegnersi, ma il pilota della Mercedes è già concentrato sulla prossima sfida: in caso di vittoria nel GP della Russia, fra due settimane, eguaglierebbe il record di Michael Schumacher. 

Breonna Taylor è morta a causa della ferite riportate nello scontro a fuoco con 3 poliziotti. Intorno all'1 di notte del 13 marzo, gli agenti si presentarono a casa Taylor per una perquisizione, in merito ad un caso di traffico di droga. Il sospetto però era il precedente inquilino della casa. Il fidanzato di Breonna, Kenneth Walker, pensando che il tentativo dei poliziotti di entrare in casa fosse in realtà una rapina, avrebbe sparato per primo in direzione della porta. Gli agenti risposero al fuoco, colpendo 8 volte la 26enne, uccidendola. La sua morte però è divenuta celebre in tutto il mondo dopo l'esplosione mediatica di quella di George Floyd, soffocato da un agente di polizia a Minneapolis il 25 maggio. Solo uno dei 3 agenti che quella notte aprirono il fuoco contro la coppia è stato però licenziato. Da qui, la richiesta di Hamilton: "Arrestateli".  

 

Ultimo aggiornamento: 14:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA