Nuoto, super Pilato nei 100 rana: record italiano e pass per le Olimpiadi

Giovedì 17 Dicembre 2020 di Piero Mei
Benedetta Pilato

La “Next Generation” è già in acqua e già nuota da record e da Olimpiadi: è la sintesi di quanto accaduto oggi nella prima giornata dei campionati d’inverno nella vasca lunga di Riccione, nella quale Benedetta Pilato, classe 2005, nei 100 rana, e Thomas Ceccon, classe 2001, nei 100 dorso, hanno vinto insieme conquistato, insieme con il titolo italiano, anche il primato nazionale e il pass per Tokyo dell’estate olimpica che verrà, se non ci si mette il virus, ogni scongiuto è ammesso. Dunque la Generazione Z, quella degli iperconnessi nati dopo il 2000 sa già il fatto suo. Ma, attenzione: il nuoto azzurro ha sempre da mettere in vasca il suo “fattore P”. Federica Pellegrini non ha fatto il tempo da Tokyo (appuntamento a fine marzo e comunque presenza garantita dalle scelte della Federazione) per ha vinto il suo titolo tricolore numero 126, Gregorio Paltrinieri s’è tolto in mattinata lo sfizio a sorpresa di un “bagnetto” sui 400 stile, domani e sabato avrà 800 e 1500.
BENEDETTA DEI PRIMATI
La Pilato s’è intromessa da un po’ (Gwangju 2019, argento mondiale nei 50) nella “guerra delle rane”, il lungo duello tra Carraro e Castiglioni. Le tre ragazze hanno due posti per la gara individuale dei 100 in Giappone e Benedetta, 16 anni a gennaio, se ne è presa subito uno. Ha nuotato in 1:06.02, togliendo alla Carraro il record italiano e facendo meglio del richiesto per la qualificazione ai Giochi. Ora le due raniste che se la battono da anni dovranno battersi ancora per l’altro pass.
Benedetta ormai la guardi nuotare e non pensi che sia adolescente, tanto ha saputo imporsi: «Le Olimpiadi sono un sogno» dice, il che sicuramente è. Parla della sua crescita, che è anche passata dalle recenti gare di Budapest, «un mese e mezzo fuori casa per la prima volta, in mezzo a tanti campioni, l’esperienza più bella della mia vita»:
Quanto al record e al pass «vuol dire che il lavoro serve, tanto lavoro. Non è un punto di arrivo ma di partenza. Una soffisfazione che dedico a quanti lavorano con me e per me, Vito per primo» - Vito - lì allenatore D’Onghia. La dedica comprende anche la famiglia.
La gara ha avuto un avvio strepitoso di Benedetta, 30:64 nei primi 50, subito dietro la Carraro, poi seconda con un tentativo di recupero finale, e la Castiglioni, terza. E la Pilato ha una voglia pazza di fare ancora meglio: «Non vedo l’ora di tornare ad allenarmi, voglio sempre migliorarmi».
PAROLA DI VITO
«E' la gioia più grande che potessi avere, sono emozionato andare alle Olimpiadi è qualcosa di unico e inimmaginabile fino a poco tempo fa. Il segreto sta nella passione e nel divertimento e sono dieci anni che lo facciamo. La pausa per Covid ci ha aiutato, perché lo scorso anno qui lei nuotò 1'09". Poi la pandemia, il rinvio dei giochi ci ha consentito di lavorare con estrema tranquillità e senza pressione mediatica. Benedetta è una ragazza super competitiva, arguta e curiosa, è un numero primo!».
IL MURO DI THOMAS
Thomas Ceccon, che è sempre sembrato uno dei migliori talenti del nuoto azzurro ma è sempre andato in altalena, dondolando fra la prestazione d’eccellenza e il passaggio a vuoto, ha buttato giù il muro dei 53 secondi nei 100 dorso. «Marco mi ha detto: osiamo». Marco Pedoja è il suo allenatore. Thomas ha osato: i primi 50 li ha passati in 25:73 ed ha chiuso i 100 in 52:84, primo azzurro a rompere il muro dei 53 secondi nella specialità, togliendo così il primato nazionale a Simone Sabbioni che si è piazzato secondo con 53:44, il record era sui con 53.34.  Un bel 100 anche per Simone. Per Ceccon, apparso consistentemente muscolato, il pass olimpico.
126 VOLTE FEDERICA
«Va bene così» ha commentato il suo 1:57.58 sui 200 stile libero Federica Pellegrini, che ha vinto ancora una volta, la 126esima tricolore. Il tempo olimpico era qui di 1:54.5, ma chiederlo a Federica ora era impossibile. «Avevo cominciato bene la stagione dal 29 agosto in collegiale a Livigno, tutto andava per il verso giusto. Poi sono scesa da lì, ho registrato le puntate di Italia Got Talent e, dopo il terzo weekend che era l’ultimo, ho scoperto di avere il Covid. Mi è passato in due settimane, quasi un miracolo, ma ovviamente tutto è stato bloccato. Questa gara l’abbiamo presa un po’ così, con una preparazione piena di pause, senza nuotare la mattina per ragioni sanitarie. Ho visto però che anche le francesi e le australiane adesso non è che vadano tanto meglio; tutto sommato un 1:57 in queste condizioni ci può stare. Senza la preparazione giusta in vasca corta ci si salva, nella lunga no».
Che Natale sarà per Federica? «Aspettiamo tutti le disposizioni di Zaia; siamo in famiglia un po’ sparpagliati e sarebbe il primo Natale non tutti insieme; ma se fosse necessario naturalmente lo faremo così». Per la Pellegrini neppure l’aiuto di un po’ di adrenalina in gara: le avversarie sono tutte andate sopra i 2 minuti. Prossimo impegno i 100 stile e dorso.
CIAMPI E UNA STELLINA
Dopo il “bagnetto” di Greg mattutino, la serie buona del pomeriggio nei 400 stile libero ha visto la vittoria di Matteo Ciampi che avvicina il proprio personale; si fa notare, quarto tempo, Lorenzo Galossi: l’adolescente romano ha soltanto 14 anni, nuota tutte le distanze dai 100 in su ed è uno dei più attesi fra i ragazzini del nuoto azzurro.
OLIMPICI OKAY
Già promossi per Tokyo, vincono le proprie gare sia Nicolò Martinenghi nei 100 rana che Martina Rita Caramignoli nei 1500. Gli altri campioni di giornata sono Silvia Di Pietro, Alessandro Bori, Matteo Rivolta e Silvia Scalia. Risultati completi e programma di domani sul sito www:federnuoto.it.

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