Nuoto artistico, argento per Minisini ai mondiali nel singolo tecnico

Giorgio Minisini conquista l'argento nel singolo tecnico a Doha, quinto posto per Sarah Jodoin Di Maria

Lunedì 5 Febbraio 2024 di Piero Mei
Giorgio Minisini

Seduto sul divano bianco a bordo vasca della piscina di Doha, dove i concorrenti del nuoto artistico aspettano in ansia il giudizio che fa classifica, Giorgio Minisini è serio.

Sorride quando apprende che stavolta non lo aggrava nessun basemark, come si chiama la penalità. Poi guarda il tabellone e quando compare il punteggio di 245.3166 che è il punteggio più alto fin lì, scatta come avesse una molla; il labiale, confermato poi, dichiara un “vaffa”. A tutti e nessuno, a tutto e niente. Perché nel duo misto del giorno prima era finito solo sesto, «la notte è stata agitata, bussava ogni tanto il cattivo pensiero di aver perduto la percezione del mio corpo in quell’ultimo esercizio punito, e vuoi vedere che questo è un fine carriera anticipato? Mi chiedevo», racconterà poi a medaglia d’argento conquistata.

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Segno in musica

Perché è andata così: è andata bene, quasi che la musica con cui si era esibito, “Still Loving You”, ti amo ancora, avesse specie di profezia. Non ci si poteva arrendere al “Requiem” che aveva accompagnato il sesto posto. Restavano tre concorrenti: dunque Giorgio era ai piedi del podio; ma lo spagnolo, pur facendo bene, faceva peggio di lui. Scalato il gradino di bronzo. Il colombiano pure. Scalato il gradino d’argento. Restava il cinese Schucheng Yang, che è del 2007 ed ha 11 anni di meno. Il giovane faceva meglio di lui, 246.4766.

Gratitudine e speranza

Dalla zona mista Giorgio guarda il cinese, alla fine applaude pure: sportivo. E grato. Il primo grazie è per la sua allenatrice, Milena, che era in tribuna. E spera: «L’importante è essere ancora qua e mi piace gareggiare con questo nuovo regolamento pure se ha le sue storture. E' da quando ho visto Fukuoka solo dalla televisione perché ero infortunato che aspetto questo giorno». Gareggerà ancora domani, eliminatorie del solo libero. Stavolta non suonerà il “Requiem” ma un titolo più augurale: “Hallelujah”, con la voce di Andrea Bocelli.

Cloro e fiamme

Dice il dizionario: «Il cloro di per sé non è infiammabile, ma può reagire in modo esplosivo o formare composti esplosivi con altre sostanze chimiche come l’acquaragia o l’ammoniaca». E’ da aggiornare: prende il fuoco anche con il Var, l’aggeggio tecnologico che ha già fornito di polemiche e di insulti il calcio e che, adesso applicato sott’acqua, sta incendiando anche il mondo delle discipline acquatiche. Nel nuoto in vasca tormenta ranisti e mististi, cogliendo il “calcetto” oppure avanzando la pretesa che due mani tocchino la piastra in perfetta contemporaneità, cosa che risulta praticamente impossibile. Ora il Var sbuca implacabile anche nel nuoto artistico: una specie di giudizio di Dio del gesto codificato che però è sempre giudicato a vista da una persona (gender equality) e dunque l’errore è sempre possibile. Se poi i giudici sono due o di più, gli errori anziché elidersi, come si sa, si sommano. Il calcio di rigore è qui chiamato “basemark” e cancell tutti i punti accumulati su di un singolo elemento, con una sproporzionata penalizzazione. Gli atleti dichiarano le difficoltà. Se viene visto un errore, il castello precipita. Così succede che le ragazze del duo italiano, Linda Cerruti e Lucrezia Ruggiero, vengano dichiarate in fallo, scendano giù per la classifica e non sappiano perché, giacché nessuna ha percepito l’errore. Pazienza: none. Anzi no, dopo il ricorso forse quinte. Anzi no, seste. Comunque recuperano un tesoretto di punti che vale una trentina e possono venire buoni per la qualificazione olimpica che si conoscerà a fine mondiali fuori stagione, quelli in corso a Doha. Del resto l’esercizio proposto era “la Fenice”; araba, in Qatar. Non risorge dalle ceneri mal dal Var. Dice il dizionario: «Il cloro si presenta talvolta sotto forma di gas velenoso». Anche World Aquatics, la federazione mondiale del nuoto, lo fa… Il verdetto asciuga le lacrime di Lucrezia che erano sgorgate a tsunami.

Il Settebello dice 33

Il debutto del Settebello nel torneo di pallanuoto maschile è avvenuto, complice l’avversario morbido Kazakistan, a suon di gol: gli azzurri di Sandro Campagna ne hanno realizzati 33 e subiti soltanto 3. Segnano tutti: Fondelli e Cannella sette volte. Più “seria” la seconda partita mercoledì contro i campioni del mondo in carica, i ragazzi dell’Ungheria che, battuti dagli azzurri agli Europei di Zagabria per il bronzo, hanno chiamato “rinforzi” per Doha.

Sarah d'alta quota 

Sarah Jodoin Di Maria, la romana del Quebec (un genitore canadese), si classifica bene dalla piattaforma da 10 metri. Superata la tagliola di semifinale (Maia Biginelli s’è fermata qui), Sarah in finale è quinta, terza dei terrestri giacché prima e seconda sono venute dalla Cina, altro mondo: la vincitrice Quan Hongchan non ha preso mai meno di 8,5 da uno dei giurati e in un tuffo ha ottenuto quattro 10! Quello della 23enne dottoressa Sarah (è laureata in economia aziendale e studia per un’altra da designer) è il miglior piazzamento di un’italiana ai mondiali in questa specialità.

Separati in trampolino

Domani tornano in gara, nei tuffi individuali da 3 metri per i quali sono già qualificati per Parigi, i gemelli d’argento, gli “storici” Giovanni Tocci e Lorenzo Marsaglia. In vasca anche il Setterosa contro il Sudafrica. E al mare ci si prepara al dopodomani quando, per la 5 chilometri, insieme con Acerenza si vedrà il debutto mondiale di questa edizione di Gregorio Paltrinieri che poi farà il giorno dopo la staffetta di fondo e la prossima settimana 800 e 1500 in vasca: “vaste programme”, come diceva il generale De Gaulle. Ma Parigi lo attende…

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