Sputnik, la Germania tratta per il vaccino. Polemica in Italia, D'Amato: «Perché l'Italia non può?»

Sabato 10 Aprile 2021
Sputnik, la Germania tratta per il vaccino. Mosca: «Pronte 20 milioni di dosi tra luglio e settembre»

La Germania avrebbe avviato una trattativa con la Russia per la fornitura del vaccino Sputnik. In ballo ci sarebbero oltre 20 milioni di dosi che il Rdif - Fondo sovrano russo produttore del vaccino - potrebbe consegnare a Berlino tra luglio e settembre. «Per l'intera Unione europea abbiamo a disposizione 50 milioni di dosi. La Germania ha già avviato una trattativa con noi e potremmo fornirle 20 milioni di dosi tra luglio e settembre. Il resto potrebbe andare all'Italia e ad altre nazioni». Lo ha detto Kirill Dmitriev, ceo di Rdif, ai microfoni di Quarta Repubblica, la trasmissione di Retequattro che andrà in onda lunedì sera.

Una notizia che stagià creando polemiche in Italia. «Su Sputnik perchè Germania sì e Italia no?», ha chiesto l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato.

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«Il ministero della Salute tedesco ha annunciato che la Germania ha iniziato una trattativa diretta con noi. C'è un contratto d'acquisto in stato avanzato: abbiamo avuto nei giorni scorsi una video conferenza con loro e abbiamo parlato della possibilità di fornire loro le 20 milioni di dosi tra luglio e settembre», ha dichiarato Dmitriev nell'intervista. «C'è una buona intesa con l'Italia, il governo italiano e il premier Draghi: sono molto equilibrati», ha aggiunto, ricordando che Draghi ha detto che «vuole che lo Sputnik venga prima approvato dall'Ema». «Penso che molti italiani capiscano perché si cerchi di attaccare lo Sputnik: ci sono grandi interessi commerciali che cercano di impedire che questo vaccino venga utilizzato in Italia e in Europa», ha concluso. 

 

Il caso Slovacchia

Sullo Sputnik, in Slovacchia, è già caduto un premier qualche giorno fa. Ma la tormenta non è affatto finita: l'Istituto nazionale del controllo dei farmaci ha lanciato adesso un allarme sul vaccino russo, sostenendo che le dosi fornite a Bratislava abbiano «caratteristiche diverse» da quelle testate e descritte dalla rivista scientifica Lancet. Il produttore russo ha replicato a stretto giro, accusando la Slovacchia di «boicottaggio» e chiedendo la restituzione della fornitura. Una vicenda che getta un'ombra su un prodotto che fa sempre più gola a diversi Paesi europei ansiosi di accelerare le loro campagne vaccinali: basta pensare che, proprio nelle stesse ore in cui esplodeva il caso slovacco, la Germania ha annunciato di voler procedere a trattative bilaterali con la Russia, nel caso in cui lo Sputnik V ricevesse il via libera dall'Ema. Secondo la denuncia del Sukl, l'istituto del controllo dei farmaci slovacco, da un'analisi di laboratorio sarebbe emerso che le 200 mila dosi arrivate circa un mese fa nel Paese non corrisponderebbero alla sostanza che verrà sottoposta dall'esame dell'agenzia europea. Nel suo comunicato, il Sukl ha anche affermato che il vaccino fornito agli slovacchi differisce dal preparato utilizzato nei test e descritto negli studi pubblicati su Lancet.

 

 

Dalla Russia è arrivata la smentita: è un «fake». «Purtroppo, in violazione del contratto esistente e in un atto di sabotaggio, l'Istituto nazionale per il controllo dei farmaci (Sukl) della Slovacchia ha fatto in modo che lo Sputnik V fosse testato in un laboratorio che non fa parte della rete dei laboratori ufficiali di controllo dei medicinali dell'Ue (Omcl) anche se questi erano disponibili - ha scritto l'account Twitter di Sputnik -. Il Sukl ha lanciato una campagna di disinformazione contro lo Sputnik e pianifica ulteriori provocazioni». «La dichiarazione che il lotto consegnato alla Slovacchia non ha le stesse caratteristiche del vaccino descritto in Lancet è una fake news», conclude.

Per chiarire la questione, Igor Matovic, l'ex primo ministro che da settimane spinge per lo Sputnik nel suo Paese, e che su questa partita ha perduto il posto e ora guida il ministero delle Finanze, si è recato a Mosca. «Trattative tecniche», hanno detto a Bratislava. In realtà, nella capitale russa, Matovic ha incontrato Kirill Dmitrijev, il capo del fondo di investimenti diretti (Rdif), responsabile della produzione e distribuzione di Sputnik V nel mondo.

 

Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA