Ubriaco prende la compagna a calci e pugni,
lei scappa e lui tenta di investirla: arrestato

Venerdì 22 Maggio 2020
Presa a calci e pugni dal compagno ubriaco, che l'ha inseguita per strada, cercando più volte di investirla. L'ennesimo incubo vissuto per anni da una giovane donna e che è terminato ieri dopo l'ennesima aggressione, nella campagne di Fiumicino dove equipaggi della Polizia di Stato del commissariato Fiumicino, del Reparto Volanti e del commissariato Aurelio hanno arrestato P.C., un 50enne romano, con precedenti di polizia, responsabile di lesioni gravi, maltrattamenti in famiglia e rapina ai danni della compagna ungherese di 32 anni. I maltrattamenti sono accaduti nella località di Testa di Lepre dove la coppia vive in una casa di campagna: ieri nel tardo pomeriggio alla fine la donna è riuscita a chiedere aiuto al numero unico delle emergenze 112, perché ha detto di esser seguita da un uomo.
Le pattuglie, inviate immediatamente sul posto, hanno rintracciavano la donna mentre, dal bordo della strada, gesticolava vistosamente per attirare la loro attenzione. Gli agenti hanno subito notato evidenti escoriazioni sulle braccia, sulle gambe e sul volto, lei disperata e umiliata ha raccontato di aver litigato violentemente con i compagno, palesemente ubriaco, che  l'ha ripetutamente colpita con calci e pugni. L'uomo le ha anche sottratto il portafogli con all'interno i documenti d'identità.
La donna è comunque riuscita a fuggire di casa per chiamare aiuto, ma il compagno non si è dato per vinto e l'ha inseguita con la macchina, per cercare di fermarla, tentando più volte di investirla. La vittima è stata immediatamente soccorsa e condotta in ospedale, dove le sono state riscontrate diverse lesioni ed una frattura al volto, con prognosi di 30 giorni. Nel frattempo, l'autore del reato è stato rintracciato nella sua casa, ancora ubriaco, e portato presso il commissariato di Fiumicino e successivamente in carcere a Civitavecchia.Dopo essere stata medicata, la donna, in Commissariato, ha raccontato l'incubo in cui ha vissuto nei due anni di convivenza con l'arrestato, caratterizzati da violenze di ogni genere mai denunciate, che spesso l'hanno costretta a ricorrere a cure mediche. 
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