Manuel Bortuzzo, c'è un terzo indagato per la rissa al pub: dopo la lite era in ospedale per farsi medicare

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Manuel, c'è un terzo indagato per la rissa al pub: dopo la lite era in ospedale per farsi medicare

di Michela Allegri

Una lite per futili motivi, dentro all'Irish pub di piazza Eschilo, all'Axa. Poi, lo scontro tra due gruppi fuori dal locale e i tre colpi di pistola sparati contro il nuotatore diciannovenne Manuel Bortuzzo, rimasto gravemente ferito. Ora, gli aggressori del ragazzo, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, già in carcere per tentato omicidio, sono accusati pure di rissa. Ma c'è anche un terzo nome iscritto sul registro degli indagati. Si tratta del giovane che, poco dopo la sparatoria, avvenuta la notte del 3 febbraio, era andato all'ospedale Grassi di Ostia per farsi medicare. Aveva lividi e ferite, ma non voleva dire come si fosse procurato quelle lesioni. Quando la polizia lo ha interrogato ha raccontato di avere partecipato allo scontro fuori dal locale, ma di non sapere chi fossero i componenti dei due gruppi e, soprattutto, di non avere idea di chi avesse premuto il grilletto contro Manuel. Le sue parole non sono state ritenute attendibili dagli inquirenti. Per il momento è stato indagato per rissa, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi se emergesse che ha fornito ai magistrati dichiarazioni false.

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LA FIDANZATA
Per la procura, inoltre, anche la fidanzata di Bortuzzo è parte lesa della vicenda. Marinelli, infatti, mentre Bazzano guidava lo scooter, avrebbe sparato solo per vendetta, per colpire qualcuno come azione di forza, senza preoccuparsi dell'identità delle vittime. Il proiettile che ha colpito Manuel - è rimasto paralizzato - avrebbe potuto raggiungere anche la ragazza, minorenne.
A fare scattare la rissa, secondo la ricostruzione della pm Elena Neri, sarebbe stata una lite all'interno del locale, forse per un cockatil rovesciato o per qualche parola di troppo. Poi, lo scontro si è spostato all'esterno. E subito dopo Marinelli ha preso una pistola che aveva nascosto in una via poco distante dal pub. È salito sullo scooter guidato da Bazzano e, tornato a piazza Eschilo, ha sparato tre colpi. Uno ha raggiunto Bortuzzo.
 


IL PIANO
Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip Costantino De Robbio scrive che gli indagati avevano programmato «un omicidio, non riuscendo nell'intento per cause indipendenti dalla loro volontà». Dopo avere sparato a Manuel, hanno anche studiato un piano per garantirsi l'impunità: prima di costituirsi sono stati latitanti per quattro giorni e la procura sta indagando sulla rete criminale che potrebbe averli coperti. Per il gip, che ha contestato agli indagati anche la premeditazione, Marinelli e Bazzano, «dopo avere programmato un omicidio non riuscito» hanno ideato «un piano tendente, almeno parzialmente, a garantire la loro impunità, dimostrando la proclività al delitto e l'assoluta mancanza di resipiscenza». Quando si sono presentati negli uffici della Squadra mobile hanno confessato il tentato omicidio «con dichiarazioni in parte discordanti e tendenti evidentemente a ridimensionare le responsabilità».
 
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Sabato 23 Febbraio 2019, 09:53






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