LO SPETTACOLO
SAN MARTINO DI CASTROZZA
La strada stretta che da Imer porta

Martedì 16 Luglio 2019
LO SPETTACOLO
SAN MARTINO DI CASTROZZA
La strada stretta che da Imer porta a San Marino di Castrozza è la stessa lungo la quale il colombiano Esteban Chaves aveva costruito il successo nella tappa dolomitica del 31 maggio scorso al Giro d'Italia. Per questo l'autista della bisarca carica di Jeep accosta in uno dei pochi slarghi per far passare gli automobilisti che lo seguono. Un gesto di galanteria stradale quasi d'altri tempi. La sua azione è coerente con l'atteggiamento della casa delle Sette Feritoie, che ha organizzato ai confini del Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino, uno dei tre del Trentino, il Jeep Camp 2019. «Il più grande raduno internazionale di Jeep dell'estate, organizzato dalla casa madre» , assicura il 47enne Jeff Hines, il manager americano che dirige le operazioni in Europa, Medio Oriente e Africa, e che ha scelto questa località per l'anteprima europea del Gladiator, il modello con il quale il costruttore torna dopo 27 anni a presidiare il segmento dei pick-up. Perché quasi due terzi delle oltre 700 auto che hanno animato la manifestazione che si è chiusa domenica sono arrivati ai 2.200 metri di quota del prato di Malga Ces a bordo delle bisarche. E perché per allestire le strutture del Jeep Camp sono stati impiegati oltre 100 metri cubi di tronchi, una parte degli schianti che ha ferito le montagne del Primiero (e non solo) lo scorso autunno. Sono più di 250 tonnellate di legno al quale è stata conferita una nuova dignità. Magari non la stessa del maestro liutaio Stradivari, che nella cosiddetta foresta dei violini, lontana pochi chilometri, veniva a scegliersi gli abeti di risonanza per fabbrica i suoi strumenti, ma comunque importante.
JEEPERS PROTAGONISTI
Dallo scorso anno, in Austria, nell'area dello Spielberg a pochi chilometri dal circuito della Red Bull che ospita la Formula 1, per questa edizione il Jeep Camp è stato trasferito in Italia. Dove si è arrampicato nello spettacolare anfiteatro naturale delle Dolomiti orientali: «Senza nuvole assicura Hines lo scenario è straordinario». Prima i giornalisti (oltre 200 provenienti da Europa, Medio Oriente e Giappone) e poi i jeepers hanno fatto i conti con una settimana di tempo incerto, ma con il sole le montagne che si tingono di rosa hanno offerto il loro lato migliore. L'organizzazione ha messo a disposizione sei tracciati per le escursioni in fuoristrada, con il divieto assoluto imposto ai partecipanti di uscire dai tracciati assegnati, una quarantina di chilometri tra i boschi, con parecchi passaggi al limite. La pacifica occupazione di San Martino di Castrozza da parte delle Jeep ha portato al tutto esaurito la località, attirando l'attenzione dei curiosi e suscitando le simpatie degli operatori turistici. «Ci avete regalato un sorriso» , è il coro che unisce la gente del posto, amministratori inclusi, che hanno dovuto fare i conti con le polemiche degli ambientalisti. Il Jeep Camp ha calamitato fan da oltre una ventina di paesi, soprattutto europei. Ma ce ne sono di quelli arrivati anche dalla fascia costiera dell'Africa mediterranea e da alcuni paesi del Golfo Persico. La maggiori concentrazioni sono state di Wrangler, Cherokee e Grand Cherokee, ma non sono mancate Compass e Renegade. Le auto italiane sono state oltre 300, con altre 100 provenienti rispettivamente da Germania (i cui proprietari hanno interpretato lo spirito del marchio preferendo in gran parte un alloggio open air in campeggio) e Austria, e oltre 60 auto dal Medio Oriente, Qatar e Africa Mediterranea.
EVENTO PER FAMIGLIE
Quest'anno il raduno ha coinvolto più 1.500 persone, in aumento rispetto allo scorso anno in Stiria: un evento per famiglie, che hanno rappresentato oltre il 60% delle presenze. Non a caso sul prato che i titolari di Malga Ces hanno messo a disposizione dell'organizzazione c'erano anche una ruota panoramica con una vista mozzafiato sulle montagne ed alcuni modelli giocattolo per i bimbi con le insegne delle Sette Feritoie. E, come sempre, c'erano alcuni veicoli storici, fra i quali due antenati del Gladiator: gli omonimi pick-up J300 del 1963 ed J3000 del 1967. Le altre auto storiche in vetrina sono sate una Cherokee Chief Levis del 1978, una CJ5 Renegade I del 1970, una Super Wagoneer del 1967 ed una CJ5 Super Jeep del 1973, ricercatissima dal collezionisti. Mopar ha esibito due esemplari della Wrangler 1941 per il suo lancio internazionale, lo speciale allestimento anticipato a Ginevra destinato ad omaggiare l'anno del debutto del marchio con la Willys, il modello militare attorno alla quale è nata la leggenda della Jeep. I due veicoli giallo Hella Yella e blu Ocean metallic montano il motore diesel da 2.2 litri da 200 cv: uno è stato realizzato sulla base della Rubicon, l'altro sulla Sahara. Entrambi dispongono di accessori esclusivi che il marchio di Fca che si occupa di tutto il post vendita ha sviluppato in modo esclusivo e che aumentano in modo esponenziale le possibilità di personalizzazione di queste Jeep e di tutti i modelli Fca.
Mattia Eccheli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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