Inchiesta sui radar, marinaio padovano malato di cancro

Un sottufficiale della Marina Militare malato di cancro ha depositato, pochi giorni fa, un esposto in Procura. Una denuncia che non è passata inosservata perchè il padovano di 60 anni, oggi in cura per una grave forma di leucemia, ha messo in correlazione la sua patologia con l'esposizione prolungata e sistematica, per motivi di lavoro, con i radar militari installati sui cacciatorpedinieri dove si è imbarcato. L'esposto è finito sul tavolo del pm Sergio Dini che ha ordinato l'apertura di un'inchiesta. Il magistrato ha subito provveduto a nominare dei consulenti scientifici, per valutare se i campi elettromagnetici prodotti dai radar militari possono essere nocivi per la salute dell'uomo. L'esposto del sottufficiale padovano della Marina ha fatto il giro d'Italia. E altri venti marinai, affetti da gravi malattie, si sono uniti alla battaglia. Si tratta di militari anche loro imbarcati negli anni in navi da guerra e a diretto contatto con il campo elettromagnetico prodotto dai radar militari. Persone che hanno contratto patologie come carcinomi ai testicoli e al pancreas.
Ora solo una perizia scientifica potrà stabilire se esiste un nesso tra le malattie riscontrate in questi marinai e l'esposizione duratura ai campi elettromagnetici prodotti dai radar militari. L'organizzazione mondiale della Sanità, attraverso uno studio "Campi elettromagnetici e salute pubblica - radar e salute umana", aveva dichiarato che "...al momento non c'è nessuna evidenza che suffraghi l'ipotesi che in persone esposte a livelli di campo a radiofrequenze uguali o inferiori ai limiti stabiliti dagli standard internazionali possano verificarsi effetti negativi per la salute, compreso il cancro...". Tutta, ancora l'Oms, indica la necessità di "ulteriori ricerche per colmare alcune lacune nelle conoscenze".
In una ricerca della Legatumori è data una risposta sull'utilizzo delle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, come quelle dei radar. "...Da tempo la ricerca scientifica si è intensamente attivata per scoprire se l'esposizione alle radiazioni non ionizzanti comporti dei rischi per la salute, in particolar modo se possa provocare l'insorgenza di tumori. Ma i risultati di questa infinità di ricerche non consentono ad oggi di affermare con certezza, ma neanche di escludere con altrettanta certezza, l'esistenza di tali rischi. Siccome questa incertezza scientifica è causa di crescente apprensione nell'opinione pubblica fino a provocare reazioni emotive esagerate rispetto ai dati in nostro possesso, gli scienziati consigliano di predisporre misure preventive anche in assenza di prove certe sui danni alla salute, specie per le esposizioni a lungo termine..."

Martedì 5 Agosto 2014, 04:57






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