Inchiesta caporalato, partita grazie alla Cisl

Sabato 25 Settembre 2021
Inchiesta caporalato, partita grazie alla Cisl

IL SINDACATO
PADOVA A dare il via all'inchiesta al caso caporalato che ha coinvolto Grafica Veneta e la BM Service, società che forniva i lavoratori all'azienda di Trebaseleghe sono stati gli 11 lavoratori pakistani, tutti tra i 20 ed i 30 anni e in regola con i permessi di soggiorno, ingaggiati dalla BM che nel maggio del 2020 si sono rivolti alla Cisl per ottenere chiarimenti sul trattamento a loro riservato. «I lavoratori che attualmente sono ospitati in strutture protette, si erano rivolti a noi dopo la richiesta della BM che, oltre a farli lavorare 12 ore al giorno, senza ferie e vessandoli in molti modi, si faceva consegnare 200 euro al mese dichiarando di accantonarli per il TFR - spiega Samuel Scavazzin segretario generale Cisl - quando la BM ha chiesto loro di consegnare bamcomat e pin per prelevare direttamente la somma è suonato il campanello d'allarme e si sono rivolti a noi. A quel punto sono stati anche picchiati e sono stati sottratti i loro documenti. Di li è partita l'indagine che ora vede protagonisti i 24 lavoratori che li hanno sostituiti. Il processo penale del quale si parla in merito alla vicenda riguarda loro che sono stati licenziati e, in alcuni casi, hanno dato le dimissioni a loro insaputa». «Quando gli 11 lavoratori hanno rivendicato i loro diritti, sono scattate le punizioni, ci sono stati incontri per diversi mesi senza che Grafica Veneta si presentasse e con BM che ha respinto in toto quindi non si è raggiunto alcun accordo - aggiunge Barbara Marras responsabile vertenze - la prima udienza della vertenza era fissata per il 30 settembre, ma è slittata al 9 novembre in quanto BM e Grafica Veneta hanno avanzato alcune richieste rimpallandosi le responsabilità. Ai lavoratori secondo quanto calcolato in base all'anzianità ed al periodo lavorato spettano dai 20 mila ai 100 mila euro».
Luisa Morbiato
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