Quell'incontro in garage tra il marito e il futuro assassino di Alessandra

Sabato 18 Settembre 2021
Quell'incontro in garage tra il marito e il futuro assassino di Alessandra

IL FEMMINICIDIO
MONTECCHIO MAGGIORE (VICENZA) «L'ho incontrato una volta, in garage, nel luglio scorso. Gli ho detto di lasciare in pace Alessandra. Poi non l'ho più visto». Sono le poche parole uscite dalla bocca di Marco Ghiotto, il marito di Alessandra Zorzin, la mamma di 21 anni barbaramente uccisa nella sua casa di Montecchio Maggiore, nel Vicentino, con un colpo di pistola al volto da Marco Turrin, guardia giurata di Vigodarzere che alla fine ha rivolto l'arma contro di sé. Quel marito, quel padre era stato dunque faccia a faccia con colui che sarebbe diventato l'assassino della madre della sua bambina di 2 anni. Un dettaglio, questo, che al tempo non poteva immaginare, tanto appare inimmaginabile il gesto compiuto dalla guardia giurata. Evidentemente Ghiotto non gradiva che quel padovano di 37 anni frequentasse la sua abitazione. Tanto che gli aveva intimato di lasciare in pace sua moglie. E da quel momento, non l'aveva mai più rivisto.
Quel volto è ricomparso ai suoi occhi il giorno della tragedia, quando i vicini gli hanno descritto l'uomo che era entrato in casa sua, in quella casa da dove avevano sentito provenire delle grida, seguite da un colpo secco. Quindi la terribile scoperta, con Alessandra stesa sul letto ormai priva di vita. Lei si fidava del suo assassino. Era stata lei stessa ad aprigli la porta e a farlo entrare in casa. Non si sa cosa sia accaduto, poi, all'interno dell'appartamento, cosa i due si siano detti. Probabilmente nessuno lo saprà mai. Interrogativi destinati a rimanere senza risposte, cancellate a colpi di pistola. Dopo il brutale assassinio, Turrin è salito sulla sua Lancia Y e ha vagato per ore tra le province di Verona, Mantova, Modena, mentre carabinieri e polizia disponevano posti di blocco in tutto il nord Italia per intercettare l'uomo in fuga, ancora armato. Alla fine il ritorno nel Vicentino, l'auto individuata a Creazzo, il fuggitivo braccato dalla polizia. L'arma, la stessa usata per uccidere Alessandra, rivolta contro di sé e un ultimo colpo a suggellare una vicenda i cui punti oscuri sono destinati forse a non essere mai chiariti.
Filippo Stella
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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