LA GIORNATA
VENEZIA I numeri non traggano in inganno: era domenica. E nei giorni

Martedì 7 Dicembre 2021

LA GIORNATA
VENEZIA I numeri non traggano in inganno: era domenica. E nei giorni festivi c'è meno gente che va a farsi i tamponi e, con un numero limitato di test, si trovano meno positivi. Per la precisione: in Veneto domenica ci sono stati solo 1.709 nuovi casi di positività al coronavirus a fronte dell'effettuazione di 13.718 tamponi molecolari e 24.673 antigenici. Ma ieri, lunedì, primo giorno di entrata in vigore del Super Green pass, il combinato disposto tra paura di ammalarsi e rigetto delle restrizioni ha provocato resse ai centri vaccinali: a Marghera chi aveva preso appuntamento e si è presentato all'ora prestabilita ha trovato quasi 500 persone davanti a sé. Ad Altivole, nel trevigiano, code anche di sei ore per avere un tampone e, con quello, il Green pass base, necessario non solo per andare al lavoro, ma anche per usare i mezzi di trasporto pubblico. Il che vale anche per i ragazzi. «Un bug», un errore, un'anomalia, ha commentato al riguardo il governatore Luca Zaia visto che gli studenti possono andare a scuola senza Green pass, però hanno bisogno della certificazione verde per salire su un treno o su un pullman.
IL BOLLETTINO
Che i contagi corrano lo dicono i numeri che arrivano dalle Ulss, con i ricoveri nelle aree mediche che hanno subìto un'altra impennata: dai 656 pazienti di sabato si è passati a 700. Un aumento di 44 posti letto occupati che può fare solo preoccupare perché il tasso di occupazione nelle aree mediche è il terzo parametro da raggiungere per lasciare la zona bianca ed entrare in giallo. Gli altri due parametri, infatti, il Veneto li ha già ampiamente superati: incidenza di oltre 300 casi alla settimana contro il limite di 50 e tasso di occupazione delle terapie intensive del 10%. È vero che nelle ultime 24 ore si è liberata una postazione in rianimazione - da 123 a 122 pazienti intubati - ma ci sono stati altri due decessi. Ricette? Vaccinarsi.
L'APPELLO
L'ha ripetuto ieri il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che, ospite del programma 105 Kaos in onda su Radio 105, ha annunciato di aver fatto il booster: «Ho fatto la terza dose». E si è nuovamente rivolto ai veneti: «Facciamo un appello ai cittadini, pur rispettando la scelta volontaria, di valutare fino in fondo l'opportunità della vaccinazione». I dati della profilassi di domenica: 33.245 somministrazioni di cui 2.297 prime dosi, 1.065 richiami, 29.883 terze dosi. I record di vaccini somministrati spettano all'Ulss 9 con l'Azienda ospedaliera di Verona (5.357 inoculazioni), seguita dall'Ulss 8 Berica (4.912). È in quest'ultima che è seguito l'imprenditore vicentino rientrato dal Sud Africa, vaccinato con due dosi, che si è positivizzato con la variante Omicron. Anche la moglie e uno dei due figli sono poi risultati positivi al coronavirus. I tre sono a casa, in isolamento, con qualche sintomo, principalmente raffreddore.
I TAMPONI
Quanto alla polemica sui tamponi negati nelle strutture pubbliche a chi non ha sintomi, Zaia ha spiegato: «In Veneto siamo la comunità che fa più tamponi in Italia, abbiamo già raggiunto i 20 milioni di tamponi. Abbiamo semplicemente detto che davanti a questa attività ci sono delle priorità: i contagiati, i contatti dei contagiati e dopo a ricaduta altre categorie. Poi c'è un'ultima categoria di chi si fa il tampone perché ha bisogno per andare a lavorare o per andare al ristorante: siccome quello è un tampone a pagamento, se non riusciamo a farlo noi perché abbiamo una mole di tamponi da fare, comunque ci sono le farmacie».
Alda Vanzan
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