Il libro del generale Vannacci a scuola? La sindaca di Eraclea precisa: «È stata una provocazione»

Fratelli d'Italia, partito di riferimento di Zanchin: «No al modello unico di educazione». Teso: «Un testo banale»

Domenica 14 Gennaio 2024 di Giuseppe Babbo
Nadia Zanchin

ERACLEA (VENEZIA) - «Non è un testo scolastico, immagino che la collega facesse riferimento ad alcuni aspetti che possono essere motivo di discussione. Di certo non alle scuole elementari». Parole di Alberto Teso, sindaco di San Donà, che commenta in questo modo la proposta della prima cittadina di Eraclea, Nadia Zanchin, la quale, attraverso un post su Facebook, ha lanciato l'idea di introdurre nelle scuole il libro del generale Roberto Vannacci presentato mercoledì scorso al centro "Da Vinci" di San Donà.


Ma non tutti i primi cittadini hanno condiviso la sua proposta, a partire dal "padrone di casa" Alberto Teso che ieri, a scanso di equivoci, ha anche precisato che il Comune non ha dato il patrocinio alla serata e che gli organizzatori hanno pagato l'uso della sala. «Secondo me stiamo parlando di un libro che dice cose molto banali precisa il primo cittadino sandonatese - Siamo di fronte a dei fatti ingigantiti con delle frasi che sono state estrapolate, ma che potevano essere dette in un altro modo.

Un po' com'è avvenuto durante la serata di presentazione del libro: il generale ha chiarito le sue posizioni, spiegando che crede nella diversità e che non vuole un mondo omologato. Certo, alcuni concetti potevano essere scritti in altri modi».


IL DISSENSO IN PIAZZA
Un ragionamento che secondo il sindaco di San Donà però vale anche per la manifestazione andata in scena contro la presentazione di Roberto Vannacci nell'area dell'isola pedonale. «C'è modo e modo per manifestare il proprio dissenso prosegue Teso quello che abbiamo visto l'altra sera mi ha dato molto fastidio, soprattutto per il contenuto di alcuni cartelli, uno in particolare contro Vannacci, che ora deciderà come reagire. Questo non è un modo condivisibile di manifestare le proprie idee: ho visto con piacere che anche il Pd di San Donà ha preso le distanze». Tornando invece all'opportunità di introdurre il libro nelle scuole il primo cittadino di San Donà non condivide la proposta. «Non è un libro scolastico ribadisce Teso , tuttavia alle superiori qualche argomento può essere affrontato e forse la collega intendeva questo. Se agli studenti delle superiori viene spiegato che se due persone delle stesso sesso stanno assieme perché così sono felici e che quello è un aspetto privato della loro vita, credo che nessuno possa sindacare».


LA SINDACA DI MUSILE
Sulla stessa scia anche le parole di Silvia Susanna, sindaca di Musile, anche lei presente alla serata al centro culturale di San Donà. «Non avevo letto il libro e per questo sono andata a quell'incontro spiega - Ci sono stati degli spunti interessanti anche se chi ha letto il libro ha spiegato che c'è una dicotomia tra il libro e quello che il generale ha detto. Per quello che si è sentito quella sera non ci sono state idee di destra, ma di buon senso. Non ci sono state prese di posizioni razziste o contro gli omosessuali: non credo però che questo libro debba andare nelle scuole e non lo dico perché voglio andare contro la collega di Eraclea, ma perchè credo sia opportuno far decidere chi ha la competenza per farlo, dunque a insegnanti e dirigenti, e poi perché nelle nostre scuole non ho visto delle situazioni per cui sia necessario introdurre questo libro. Semmai approfondiamo tutto ciò che può essere utile per educare i nostri figli».


FRATELLI D'ITALIA
E con la polemica ormai innescata, a lanciare acqua sul fuoco ci pensa anche il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Lucas Pavanetto: «Interpreto le parole della sindaca di Eraclea Nadia Zanchin, che ha parlato come amministratrice dice , come una provocazione, affinché l'unico modello di educazione per i ragazzi non siano i cartelli contro Vannacci che si sono visti a San Donà».

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