Si è spenta a 99 anni Peggy Finzi, una vita fra arte e musica

Mercoledì 25 Maggio 2022 di T.Bor.
Peggy Finzi, morta a 99 anni

VENEZIA - Arte, cultura, musica e anche la tragedia delle leggi razziali. Peggy Finzi nella sua vita ha conosciuto il bello e il brutto della storia dell'ultimo secolo, prima di andarsene accompagnata dal bacio della figlia Sonia. L'elegante signora è mancata lunedì pomeriggio tra le mura di casa sua a 99 anni, ne avrebbe compiuti cento a dicembre. «Era una donna moderna e libera mentalmente, si rapportava con tutti, senza problemi. Era generosa e i suoi valori li ha trasmessi anche a me e mia sorella Liana», ricorda Sonia. La figlia la ricorda con affetto: «Una grande mamma, fantastica, era un'amica, tutta la vita siamo cresciute con un rapporto di apertura, bellissimo. Era una donna internazionale, sapeva parlare quattro lingue, sua mamma era di Bucarest, il padre era un violinista e tra i nostri parenti c'era Massimo Guetta, uno dei fondatori della Ciga».


L'arte era nel dna della famiglia, tra musica e pittura: «Mamma era nata nella musica, il nonno era un compositore per passione. Lei si dilettava con la pittura, dopo aver avuto le figlie si era iscritta all'Accademia di Belle Arti». Tra le vicissitudini conosciute dalla donna c'è stata anche una delle pagine più nere della storia: «Era riuscita a rifugiarsi a Ginevra con suo padre, è stata tra i fortunati a poter scappare quando sono state emanate le leggi razziali». Tanti gli aneddoti che la figlia ricorda, uno dei quali la riconduce a un'altra Peggy legata all'arte, Guggenheim: «Un giorno si trovava con lei e in un'intervista ha ribadito in maniera simpatica Siamo le uniche due Peggy di Venezia». Da figlia, l'amore per la madre è espresso anche attraverso la condivisione di valori: «Abbiamo fatto tante cose insieme, abbiamo vissuto una bella avventura musicale, con una borsa di studio di violino fatta al Conservatorio. Essendo cresciuta nella musica, è stata parecchi anni in commissione e la sua volontà contava».

Da affezionata cliente dell'Harry's bar, anche il patron Arrigo Cipriani la ricorda con piacere: «Era una mia cliente e mi spiace molto perché era una donna straordinaria. Era un po' che non la vedevo, quando incontravo la figlia mi diceva che stava bene, per come può star bene un centenne». L'oste prosegue raccontando un aneddoto: «Ho un bellissimo ricordo legato a un piccolo documentario sull'Harry's che ha fatto una mia nipote. L'intervista più bella che è stata registrata è stata la sua. Alla domanda su cosa pensasse dell'Harry's bar, la risposta è stata Perché, c'è un altro bar?. L'ho trovata una risposta divertente, simpatica. Era una persona vivace, anche se aveva perso il marito da tanti anni». L'ultimo saluto avverrà domani a mezzogiorno nel cimitero ebraico del Lido.

 

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 07:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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