Minacce alla moglie con il coltello per fare sesso davanti ai figli: condannato a 3 anni e mezzo

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Nicola Munaro
Minacce alla moglie con il coltello per fare sesso davanti ai figli: condannato a 3 anni e mezzo
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VENEZIA - Prima di quella sera del 2018 non c'era stato mai niente. Nessuna parola sbagliata, non un gesto che facesse da avvisaglia a quanto accaduto dopo. A una violenza sessuale, a un rapporto finito e una famiglia in frantumi. La follia di una sera sopra le righe pagata con una condanna a 3 anni e mezzo di carcere decisa ieri in tribunale a Venezia nei confronti di un filippino. Un padre e marito modello che di colpo, una sera, si è tramutato in orco.

L'ACCUSA
A ripercorrere la vicenda riannodandone i fili e cristallizzando in prove la denuncia fatta dall'ex moglie è stata la pm Alessia Tavarnesi che ieri - di fronte al giudice dell'udienza preliminare, Luca Marini - ha formalizzato l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti dell'uomo ottenendone la condanna. Tutto era iniziato una sera del 2018 quando l'uomo era tornato a casa, a Venezia, dalla moglie e dai figli piccoli, all'epoca di 5 e 8 anni, dopo una serata passata con gli amici a giocare a poker e bere alcol.
Entrando in casa era passato dalla cucina e aveva preso un coltello e arrivato in camera da letto, senza prendere in considerazione che la moglie era nel letto assieme ai figli a guardare la tv, l'aveva minacciata per avere un rapporto sessuale. La donna, sorpresa, era riuscita a calmare il marito, portandolo in un'altra stanza e convincendolo che non era quello il momento.

Lui si era convinto, aveva mollato il coltello e si era messo a guardare la televisione in divano mentre la moglie, ancora spaventata, era tornata in camera da letto a rassicurare i due bambini piccoli. Una pace durata fin troppo poco perché lui era tornato in camera da letto e, brandendo il coltello, aveva obbligato la moglie ad un rapporto sessuale sul letto, a fianco dei figli. Poi, si era addormentato. Il giorno dopo la donna era andata dai carabinieri e aveva raccontato tutto denunciando il marito. Lo stesso avevano fatto i due figli che, in lacrime, si erano confidati raccontando lo choc della sera prima alle maestre di scuola che a loro volta avevano informato le forze dell'ordine.

Ne era nata un'inchiesta arrivata ieri al capolinea mentre la famiglia si disgregava: i figli facevano ritorno nelle Filippine, lasciando Venezia dov'erano cresciuti, mentre la donna si trasferiva in centro Italia per stare il più lontano possibile dal marito e dal ricordo di quella sera violenta. Sul banco degli imputati, a fianco del suo avvocato, il filippino non ha voluto dire nulla per tutta la durata dell'udienza che lo ha portato alla condanna.
 

Ultimo aggiornamento: 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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