Il viceministro Rixi: «Con il Mose, Venezia diventerà un porto a ore»

Il viceministro Rixi: «Con il Mose  Venezia diventerà un porto a ore»
VENEZIA - «Il progetto Mose sarà completato. Manca solo il 6% dei lavori, quindi si finirà». Lo ha detto, a Venezia, il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi. Che non ne è entusiasta: «È chiaro che sono stati fatti anche errori gravi sulle progettazioni, soprattutto di accesso al porto con le barriere alzate - ha aggiunto il viceministro -. Ma è altrettanto vero che lasciare marcire un'opera sott'acqua non è il modo migliore per risolvere questo problema. C'è un tema che preoccupa: i costi di gestione, che dovremo affrontare e capire anche se si possono diminuire o come ripartirli, perché è chiaro che le Amministrazioni locali non si possono fare carico anche di costi così elevati». E comunque - ha fatto presente Rixi - quando il Mose e le sue paratoie entreranno in funzione,  Venezia diventerà un porto a ore, come i porti del Nord Europa, con gli accessi che dovranno essere programmati in base alle maree, con ore di anticipo» E non sarà facile: «Le maree si possono sapere con anticipo, ma qui, con l'acqua alta, ci sono non pochi problemi di gestione, anche se ci lavoreremo con modelli matematici».

Sulla questione grandi navi, Rixi annuncia tempi stretti: «Dobbiamo dare una risposta a Venezia,  i tempi devono essere qualche settimana o qualche mese. È chiaro che bisogna prendere delle decisioni» ha affermato il viceministro alle Infrastrutture. 

«Il 16 già sarà convocato un tavolo con le Autorità portuali - ha annunciato Rixi - non solo per analizzare la situazione di Venezia, ma anche per dare delle linee guida a livello nazionale, perché con il ministro Toninelli stiamo già affrontando varie questioni». «È chiaro - ha proseguito Rixi - che le grandi navi non potranno più entrare nell'abitato di Venezia, ed è chiaro che il tema delle crociere su Venezia è un tema cruciale per l'intero Paese. Le due mete principali crocieristiche sono Roma e Venezia: chiudere Venezia vorrebbe dire rinunciare alle crociere su tutto l'Adriatico e quindi bisogna compatibilizzare il sistema crocieristico a un ambiente delicato come quello della Laguna veneta, in particolare l'abitato veneziano. Si stanno studiando le varie ipotesi, però è l'ora di passare a scegliere».

LA RISPOSTA DI ZAIA

«Il viceministro Rixi, che ringrazio, ha preso visione con mano della problematica e direi che ci sono le soluzioni: quelle che Venezia non vuole rinunciare alla crocieristica, ma vuole assolutamente che il decreto Clini-Passera sia applicato fino in fondo». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, al termine del sopralluogo odierno al porto col viceministro delle Infrastrutture. «Io penso che la soluzione portuale, e lo dico anche per la Regione come socio della partita - ha proseguito Zaia - è di tenere le Grandi navi all'interno della Laguna. Ovviamente con una viabilità alternativa a quella attuale, del canale della Giudecca e del bacino San Marco, e con un punto di arrivo e una banchina che sia alternativa, cioè quella del Comitatone».

Sul Mose, invece, Zaia mette le mani avanti: per la gestione del sistema, che sarà costosissima, non si pensi alla Regione
«Non ho 80 milioni di euro l'anno per la gestione, per cui dico al viceministro di non pensare a noi». Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha liquidato con una battuta, davanti al viceministro Rixi, gli interrogativi sulla futura gestione del sistema di paratoie mobili per la protezione di Venezia dalle acque alte. «Ha ragione il viceministro - ha detto Zaia - non possiamo lasciare cinque miliardi di euro sott'acqua. Ognuno può avere le sue idee, sapete che io sono sempre stato critico. Però, al di là di questo, questa opera adesso deve andare in funzione. Si dice che sia di grande ingegneria: vediamola in funzione, facciamo in modo che funzioni, e ricordiamo ai cittadini che il Mose non mette in sicurezza Piazza San Marco, perché è passato un concetto sbagliato. L'acqua alta resterà a Piazza San Marco. Penso però che non si provvede subito alla messa in funzione, e alla gestione, di buchi ce ne saranno sempre di più».

 
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Lunedì 12 Novembre 2018, 15:24






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5 di 47 commenti presenti
2018-11-13 15:47:56
Brugnaro ha ampiamente dimostrato che di Venezia, perla del mondo, non gli interessa un fico. Zaia e Musolino fanno gli interessi dei loro amici imprenditori ed industriali. Venezia piange? E chisse ne frega.
2018-11-13 15:24:49
Innanzitutto non è Venezia (che di turismo ne ha già troppo) che vuole le navi da crociera, ma sono le compagnie da crociera che vogliono Venezia. Non si capisce però perché a Roma le compagnie si accontentino di approdare a Civitavecchia che dista 60 chilometri e a Venezia debbano approdare in centro storico (o a Marghera) mettendo a rischio la laguna ed una delle città più preziose. L'unica soluzione ragionevole sarebbe di dirottare le navi a Trieste o Monfalcone ed, eventualmente, organizzare un trasporto rapido in treno da lì.
2018-11-13 22:55:59
Di accontentano di Civitavecchia perche' il Tevere non e' navigabile. Il canale della Giudecca invece lo e', in piena sicurezza... e Venezia vista dalle navi e' bellissima!!!
2018-11-15 10:47:16
Infatti, sono le grandi navi che, viste da Venezia, sono bruttissime e puzzano di cucina e scarichi. Quanto alla piena sicurezza, poi, dopo la tragedia dell'Isola del Giglio, fossi in lei, avrei il pudore di lasciar stare. Mi stupisce, anzi, che la Capitaneria e l'Autorità portuale permettano la quotidiana roulette russa del passaggio di navi (che impiegano quasi un chilometro per fermarsi) in mezzo ad un canale affollato di vaporetti, motoscafi, barche da trasporto e da turismo.
2018-11-13 11:33:15
Risultati delle decisioni prese a monte. Politici che scelgono i progettisti, progettisti che scelgono i politici. Amici che scelgono gli amici... candidati prescelti prima dei concorsi e via cosi..... un bel buco miliardario nell’acqua