Botte, rapine, minacce con pistola giocattolo: presa la baby gang che terrorizza i ragazzini

Giovedì 25 Marzo 2021
Baby gang in azione
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UDINE  - Una banda, composta da minorenni, ritenuta responsabile di una serie di rapine, tentate rapine, atti persecutori e lesioni personali commessi ai danni di altri coetanei nel capoluogo udinese è stata individuata e bloccata dalla Polizia di Udine che ha eseguito 4 misure cautelari nei confronti di altrettanti minori all'esito dell'operazione Generazione Z.

Gli episodi risalgono al periodo tra l'ottobre 2020 e il febbraio scorso e sono avvenuti per lo più in luoghi frequentati da ragazzi: fast food, giardini pubblici, stazione delle corriere e treni.

Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile il gruppetto di minorenni, sia italiani che stranieri, coadiuvati in alcune circostanze dalla complicità di ragazzi maggiorenni, si muovevano in città in gruppi omogenei e interscambiabili e individuavano le vittime che, minacciate dal branco, erano costrette a subire passivamente la volontà degli aggressori, al fine di evitare conseguenze ancor più gravi. Quattro di loro sono risultati ora destinatari delle misure cautelari chieste e ottenute dal Pm della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Trieste.

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La Squadra Mobile sta eseguendo due misure di custodia in istituti penali minorili nei confronti di due ragazzi di 15 e 16 anni; altri due ragazzi di 15 e 17 anni saranno collocati invece presso Comunità per Minori fuori Regione. Nell'ambito della stessa attività, sono state delegate e in fase di esecuzione le perquisizioni locali e personali nei confronti di altri 10 minori di età compresa tra i 15 ed i 17 anni, coinvolti nelle indagini. 

TUTTI LE AGGRESSIONI

Molte le aggressioni e rapine contestato alla baby gang dalla Polizia di Udine. Il primo risale al 26 ottobre 2020, ed è avvenuto all'interno di un fast-food di Udine. Il gruppetto aveva accerchiato, strattonato e minacciato una vittima designata per impossessarsi dei panini che aveva appena acquistato, sottraendogli anche le scarpe e il cappellino che indossava. Il gruppo era entrato in azione di nuovo il 5 novembre in un parco comunale: aveva scelto una vittima, l'aveva accerchiata e intimorita, per poi strapparle una catenina dal collo, rivenduta subito dopo in un vicino compro-oro.

Simile è stata anche l'aggressione commessa il 1 dicembre nella stazione delle autocorriere dove la gang aveva picchiato con sberle, pugni e calci un ragazzo, a cui aveva strappato dal collo una catenina, impossessandosi anche di un orecchino e del cellulare, prima di costringere il ragazzo, con calci e fare minaccioso, a salire su un autobus perché si allontanasse dal luogo dell'aggressione. In quell'occasione, uno degli indagati era risultato anche in possesso di un coltello a serramanico. Sempre nei pressi dell'autostazione la baby gang aveva preso di mira e molestato in più occasioni, tra dicembre e gennaio, una stessa persona, che dunque aveva cominciato a vivere in un persistente stato di paura.

In una circostanza questa persona fu spintonata contro una delle vetrine della zona, bloccata e colpita al volto con un pugno obbligandola a consegnare il borsello di marca che aveva con se; una seconda volta fu minacciata con una pistola finta puntata alla tempia; una terza volta la persona fu colpita con un pugno al volto provocandole una contusione alla mandibola con una prognosi di 7 giorni, poiché si era rifiutata di commettere un furto di vestiti in un noto centro commerciale. Infine, il 9 febbraio scorso, a Udine, presso la stazione dei treni, la gang aveva accerchiato un altro ragazzo e minacciandolo pesantemente, lo avevano costretto a consegnare il monopattino su cui viaggiava e il denaro che aveva con se. 

Ultimo aggiornamento: 13:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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