Il diario di guerra del papà dello "sceriffo" Gentilini diventa un libro: «Racconta i suoi tre anni nell'inferno»

Giovedì 16 Settembre 2021 di Valeria Lipparini
Il libro di Antonio Gentilini

VITTORIO VENETO - «Mio padre aveva lasciato un diario della guerra del ‘15-‘18. È la storia della sua vita sotto le armi, in un inferno di morti, ritirate, sconfitte. E poi, la vittoria. Ha fatto tre anni come artigliere da fortezza prima sul fronte isontino e, dopo Caporetto, sul Grappa. Non volevo che questo diario fosse lasciato nell’oblio. A Vittorio Veneto c’è stata una bella iniziativa delle associazioni che hanno sponsorizzato la pubblicazione degli scritti di mio padre». A parlare è il già sindaco Giancarlo Gentilini, emozionato al pensiero che il sogno è diventato realtà. Venerdì 24 settembre (alle 17,30) al Museo della Battaglia sarà presentato “Antonio Gentilini. Storia di un artigliere” ed è il primo volume della nuova collana storica del museo.

IL SILENZIO IN CASA
«Mio padre parlava poco di quel periodo, aveva sofferto abbastanza. Aveva visto la morte nella faccia dei compagni d’arme che cadevano sotto il fuoco nemico e non l’ho mai sentito raccontare qualcosa di quegli anni. Ha lasciato tutto nel diario. Avevo già provato a darlo a qualche associazione per la pubblicaziobe quando ero sindaco. Ma mi hanno preso a pesci in faccia. Ora il riscatto» puntualizza Genty. Che ci tiene a sottolineare come non sia un semplice diario. «Il testo di mio padre è stato scritto con una prosa ricercata che rispecchia gli studi classici. Se lo leggi si vede che oltre a documentare i massacri c’è anche un pensiero filosofico, mio padre doveva fare il giornalista, non era un soldatino qualunque, aveva una struttura e una cultura. Lo ha travasato nel diario delle molteplici qualità, non solo di semplice descrizione dei fatti, contiene giudizi e ha una dimensione introspettiva da cui emergono le sue inquietudini, come le sofferenze per i reduci di Caporetto che all’epoca erano considerati traditori, dimenticando i sacrifici che quei combattenti avevano sopportato per anni al fronte». 
«Ringrazio Giancarlo per avere donato il manoscritto alla città che diede i natali a suo padre - spiega il sindaco Antonio Miatto - permettendoci di inaugurare questa nuova iniziativa editoriale con l’opera di un uomo profondamente legato a questo territorio». La collana «I Libri del Museo delle Battaglia» nasce nel segno della collaborazione avviata lo scorso anno con la firma del protocollo d’intesa tra il Comune, l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e il Centro studi Piero Pieri.
CHI ERA
Antonio Gentilini è stato studente del liceo vittoriese Flaminio. Dopo la guerra si trasferì a Treviso dove lavorò per molti anni come funzionario di banca. Raggiunta la pensione fece ritorno a Vittorio Veneto dove visse nella casa di famiglia a Serravalle, fino alla morte, avvenuta nel 1980. Alla presentazione interverranno il sindaco Antonio Miatto, l’assessore alla cultura Antonella Uliana, Giancarlo Gentilini e i curatori del volume Franco Giuseppe Gobbato e Stefano Gambarotto.

 

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