Covid, contagiato il direttore dell'ospedale di Montebelluna

Sabato 27 Novembre 2021 di Mauro Favaro
Marco Cadamuro Morgante
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MONTEBELLUNA (TREVISO) - Il Coronavirus ha colpito anche il direttore dell'ospedale di Montebelluna. Marco Cadamuro Morgante, 65 anni, è stato contagiato nell'ambito di un focolaio familiare. Il primo a risultare positivo è stato il figlio. Di seguito il medico si è sottoposto a un tampone di controllo che ha confermato la positività. Il direttore del San Valentino aveva da poco ricevuto la terza dose del vaccino anti-Covid che non ha avuto il tempo di fare effetto: il virus è arrivato prima. «Servono 14 giorni è quanto emerge dall'Usl e in questo caso ne erano passati solo dieci». Morgante, comunque, non ha sviluppato la malattia in forma pesante. Adesso è in isolamento domiciliare. E non appena il tampone darà esito negativo potrà tornare alla guida dell'ospedale di Montebelluna.


I FOCOLAI

Ormai nel trevigiano i piccoli focolai si stanno moltiplicando. Compreso quello scoppiato tra il personale del tribunale di Treviso: 6 persone sono risultate positive dopo una cena sul Montello organizzata in occasione del trasferimento di un collega. Per evitare rischi è stato disposto uno screening di massa al palazzo di giustizia: tutti dovranno sottoporsi a tampone. «I contagi in questione sono già stati circoscritti fa il punto Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca purtroppo in questo periodo vediamo moltissimi micro-focolai del genere. Il più esteso, già risolto, ha contato una dozzina di positivi. Il virus si sta diffondendo così». Cioè nel peggior modo possibile. I grandi focolai, paradossalmente, sarebbero di più facile gestione. Invece in questa quarta ondata bisogna combattere contro un nemico diffuso un po' ovunque, che non dà riferimenti. Ieri in provincia sono emersi 424 nuovi contagi. Oggi sono esattamente 4.100 i trevigiani positivi in isolamento. Quasi 1.500 in più nel giro di una sola settimana (+53,8%). Il tasso medio provinciale è schizzato alle stelle. Adesso è a quota 274 casi per 100mila abitanti. Nessuna provincia del Veneto ha registrato un incremento così repentino negli ultimi sette giorni. Più della metà del trevigiano (51 comuni) ha superato l'asticella dei 250 casi per 100mila abitanti. Il distretto più colpito resta quello di Asolo: qui si sfiora un tasso di 300 casi (esattamente 293).


GLI EFFETTI

Purtroppo gli effetti ora si vedono anche negli ospedali. Sono in tutto 120 i pazienti positivi attualmente ricoverati nei reparti Covid del trevigiano. Ieri ne sono entrati 6. L'altro ieri addirittura 11, compresa una persona che non si era potuta vaccinare a causa di una malattia genetica. Ma ciò che più preoccupa adesso è l'andamento registrato nelle unità di Rianimazione. Nei settori Covid allestiti nelle aree critiche degli ospedali è stata infatti superata la soglia di guardia dei 10 ricoverati: oggi sono 12 i pazienti che hanno bisogno di cure intensive. Con questi numeri la Marca sarebbe da zona gialla.


LA DIFFUSIONE

Dall'Usl sottolineano che 25 pazienti, sui 120, si trovano nell'ospedale di comunità di Vittorio Veneto e sono in fase di stabilizzazione: a breve potranno essere dimessi. Ma oggi è impossibile tirare un sospiro di sollievo. Tanto più a fronte della nuova minaccia della variante sudafricana. «L'andamento dei contagi è preoccupante: registriamo una media di 323 nuove positività al giorno nel nostro territorio conclude Benazzi abbiamo rinforzato il servizio di tracciamento dei contatti, passando prima da 30 a 50 operatori e arrivando adesso a 70. In questo momento, però, la cosa fondamentale è vaccinarsi contro il Covid: sia con le prime dosi, per chi non l'ha ancora fatto, sia con le terze dosi, per allungare la protezione».

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