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Patrizia e Luca morti in moto, il dolore della sorella Marta: «Eravamo invitati anche noi a quel giro»

Lunedì 13 Giugno 2022 di Vera Manolli
Patrizia e Luca morti in moto, il dolore della sorella Marta: «Eravamo invitati anche noi a quel giro»

VIDOR/FELTRE - «Siamo tornati da poco dalla Toscana - spiega il cognato di Luca e Patrizia - per questo abbiamo deciso di restare a casa tanto ci sarebbero state altre occasioni e invece». Silenzio e lacrime per la morte dei due motociclisti Patrizia Bisol e Luca Carrer vittime ieri pomeriggio dell'incidente stradale sulla Feltrina. È in una parallela di via Roma, in via Zoppette dove vivevano i coniugi, che si è radunata tutta la famiglia della 57enne. Fuori, in giardino c'è il figlio diciottenne in lacrime mentre la sorella Anna ancora non sa nulla e tutti stanno aspettando che rientri a casa. La sorella maggiore, Marta, con il marito Franco cerca di consolare mamma Maria di 82 anni vedova di Gioacchino Bisol. «L'ultima volta che ho visto mio cognato Luca è stata questa mattina - spiega Marta - Eravamo andati a messa e all'uscita ci siamo fermati per qualche minuto a parlare, mi ha detto che con mia sorella avevano deciso di andare a fare un giro in moto nella zona del feltrino e avevano chiesto anche a me e a mio marito di andare con loro». Ma a quel giro in moto finito in tragedia sono andati solo Luca e Patrizia mentre la sorella Marta con il marito Franco avevano preferito rimanere a casa.

PASSIONE COMUNE

A legare le due coppie la stessa passione per le moto. Così il 55enne, Luca Carrer, da sempre, fin da ragazzo aveva un grande interesse per le due ruote. Neppure un incidente, una decina di anni fa, aveva fermato il suo amore per le moto. In quell'occasione, Carrer era rimasto ferito in modo serio tanto che era rimasto ricoverato in ospedale per diverso tempo. «Stavamo programmando le ferie tutti assieme con altre coppie - continua il cognato - ma purtroppo non c'è stato tempo». Luca Carrer lavorava come programmatore di produzione per la O'Neal, una ditta di Stoccarda (Germania) che produce abbigliamento per motociclisti. «Aveva un piccolo ufficio qui a casa anche se spesso si trovava a viaggiare all'estero per lavoro - spiega la cognata - cercava dei prototipi che poi lui studiava». Il cinquantacinquenne aveva lavorato anche per l'Alpinestars e per diverse ditte che si occupano di abbigliamento e accessori per motociclisti. Mentre la moglie lavorava da molti anni come impiegata per la Spagnol Mobili di Mosnigo. «Erano una bella coppia - racconta una cugina che abita a pochi passi dall'abitazione della famiglia Carrer. Erano molto legati - continua la parente - li abbiamo visti pochi giorni fa e ora ci sembra davvero impossibile quello che è successo». «Mia sorella era una persona sempre sorridente, solare - spiega Marta - lei e Luca erano conosciuti da tutti e poi Patrizia era sempre disponibile non si tirava mai indietro se c'era da dare una mano». La cinquantacinquenne cantava nel coro della parrocchia ed era impegnata anche nell'organizzazione dei centri estivi per i bambini delle scuole. Inoltre da alcuni anni faceva anche volontariato nel Centro Sorriso Sollievo di Segusino dove metteva a disposizione il suo tempo e le sue capacità per gli altri. «E' un dolore immenso, non ci crediamo ancora perché ci sembra impossibile - chiude il cognato - Luca era un esperto di moto, ci andava da quando aveva 18 anni ed era sempre prudente».

L'ULTIMO ADDIO

Resta ancora da stabilire la data dei funerali della coppia che probabilmente saranno celebrati tra martedì e mercoledì nella chiesa di Vidor, non appena la procura di Belluno avrà firmato il nullaosta per l'ultimo addio. A piangere la scomparsa dei due motociclisti oltre ai figli Anna e Andrea, ci sono la mamma Maria con le sorelle Marta e Lucina. 

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