Coronavirus, boom di contagi, 27 in un giorno. I medici: «Rinviate visite non necessarie»

Giovedì 12 Marzo 2020 di Mauro Favaro
Protezioni per gli operatori sanitari dell'ospedale di Treviso

TREVISO Boom di contagi da coronavirus. È iniziata l’impennata verso il picco. Solo nella giornata di ieri sono risultati positivi altri 27 trevigiani. Il totale delle persone colpite nella Marca è salito a 185. In Veneto, solamente Padova ne conta di più. «Le positività aumentano perché stiamo allargando il cerchio dei controlli a tutti i familiari e alle persone che hanno avuto contatti con i tre focolai individuati nella nostra provincia – spiega Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca – il principale è stato quello della Geriatria del Ca’ Foncello. Ma si sta facendo sentire in modo sempre più pesante anche quello che si è sviluppato in un gruppo di persone che giocavano a carte tra Orsago, San Fior e Caneva. Questo spiega anche i diversi ricoveri nella Terapia intensiva dell’ospedale di Conegliano. L’altro focolaio individuato è quello diffusosi tra dei ballerini collegati a una manifestazione di tango che si era tenuta in un hotel di Ferrara». Dal 25 febbraio ad oggi nella Marca sono morte 15 persone risultate positive al nuovo coronavirus: 14 a Treviso e una a Castelfranco. L’età media supera gli 85 anni. E il numero purtroppo è destinato ad aumentare. Al momento ci sono 98 persone ricoverate nei reparti ordinari degli ospedali: 70 al Ca’ Foncello, cinque a Castelfranco, quattro a Conegliano e quattro a Vittorio Veneto. Più altre 15 in Terapia intensiva: sette a Treviso (su 14 posti della Rianimazione centrale) e otto a Conegliano (su 12 posti). Grazie al grande lavoro di medici, infermieri e operatori, il sistema sanitario sta tendendo. 

LA RICHIESTA
Si teme, però, che con il picco dei contagi possano scarseggiare i posti letto negli ospedali. Per questo l’Ordine dei medici di Treviso ha ufficialmente chiesto di sospendere e rinviare tutte le visite e gli esami non urgenti. «Le attività diagnostiche e le visite ambulatoriali non indispensabili vanno sospese in blocco – dice il presidente dell’Ordine, Luigino Guarini – in questo modo sarebbe possibile sia recuperare specialisti per gli ospedali che ridurre il rischio che pazienti che hanno preso appuntamento diverse settimane fa possano contribuire a diffondere i contagi tra il personale sanitario». L’Anaao-Assomed, il sindacato dei medici, ha avanzato una richiesta identica. Resterebbero in funzione solo i settori che si occupano di interventi chirurgici urgenti e quelli oncologici. L’Usl non lo esclude. «Se continua così – dice Benazzi – è logico pensare che le prestazioni non indispensabili possano essere rimandate a un secondo momento». 

DEFICIT DI PERSONALE 
La decisione, però, spetta alla Regione. Ad oggi ci sono 69 persone che lavorano negli ospedali (tra i quali 9 medici, 33 infermieri e 21 operatori) costretti a vivere in isolamento a casa perché risultati positivi o perché entrati in stretto contatto con una persona positiva. «Ho tre infermieri che a causa del virus sono obbligati alla quarantena – scrive Agostino Paccagnella, primario dell’unità di Malattie endocrine di Treviso – hanno chiesto ai nostri uffici di attivare il lavoro in telemedicina dalla loro abitazione. Come potrò mai compensarli per il loro senso di servizio verso la comunità e di rispetto verso chi lavora in prima linea»? 

POSTI LETTO
Intanto i letti continuano a riempirsi. L’ampliamento della Pneumologia del Ca’ Foncello si è affollato in fretta, pur non arrivando ancora al tutto esaurito. Adesso verrà raddoppiata l’unità di Malattie infettive: passerà da 30 a 58 posti letto. C’è da sciogliere il nodo del collegamento diretto con la Terapia intensiva. Ma i vertici dell’Usl sono al lavoro. E proprio oggi verrà spento il focolaio esploso nel reparto di Geriatria, chiuso dal 25 febbraio in seguito all’esplosione dei contagi emersa con la morte di Luciana Mangiò, la professoressa di 76 anni di Paese, primo caso di coronavirus nella Marca. Gli ultimi 32 anziani rimasti blindati nell’unità per oltre due settimane verranno trasferiti in un’ala isolata della casa di riposo di Vedelago. Allo stesso tempo verranno creati nuovi posti letto di Terapia intensiva per il nuovo coronavirus. Saranno in tutto 31. Si sommeranno ai 49 esistenti. Per un totale di 80 letti dedicati nelle Rianimazioni degli ospedali trevigiani. La buona notizia è che ci sono le prime persone ufficialmente guarite. «Sono sei pazienti che erano ricoverati al Ca’ Foncello – conclude Benazzi – sono stati dimessi e hanno potuto far ritorno a casa, senza più isolamenti». 

Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA