Moglie costretta a scambi di coppia e a girare nuda nei centri commerciali denuncia il marito

Mercoledì 21 Febbraio 2024 di Francesco Campi
Delicato processo a Rovigo: attesa per la sentenza:

ROVIGO - Un processo incentrato sulla distruzione di una coppia sulla cinquantina, con il marito chiamato a rispondere dell’accusa di maltrattamenti in famiglia, che si sarebbero però esplicati in una forma decisamente particolare: avrebbe, infatti, costretto la moglie a partecipare a scambi di coppia con un percorso che si è arricchito di umiliazioni che la donna, soggiogata all’uomo, ha in qualche modo accettato per quasi due anni, snaturandosi, fino a quando non ha trovato il coraggio di dire basta e ribellarsi, con il supporto delle figlie, nonostante le minacce dell’uomo di diffondere immagini che la ritraevano proprio durante uno scambio di coppia.

SOFFERTO RACCONTO

Una vicenda che la vittima ha raccontato, con non poca difficoltà, nel corso dell’udienza nella quale è stata ascoltata come testimone e nella quale è stata costretta a esporre dettagli decisamente intimi e pruriginosi dinnanzi a tutti. Con la difesa del marito che ha calcato la mano sul fatto che fosse comunque libera di non partecipare a queste pratiche sessuali estreme e che quindi avesse di fatto sempre acconsentito a prestarsi a quelle che erano le indicazioni del marito. Marito che, da parte sua, ha spiegato di aver solo voluto aggiungere un po’ di pepe al loro rapporto in crisi. Ma, come spiegato dalla donna e come rimarcato anche dall’avvocato Giuseppe Carinci che l’ha assistita in questo non facile percorso di “emancipazione” fino alla costituzione di parte civile, la sua volontà sarebbe stata piegata da una subdola capacità di imporsi del marito, con una forte personalità e in grado di condizionarla e soggiogarla in una condizione di soggezione e sopraffazione psicologica.

LE UMILIAZIONI

Un caso delicato che si gioca su un filo sottile dal punto di vista del diritto quanto grossolano dal punto di vista dei fatti: dalle foto della moglie nuda pubblicate su un sito di scambisti, fino a forzarla a indossare tacchi alti e vestiti succinti, senza mutandine, per portarla in giro come un oggetto nei centri commerciali, fino agli scambi di coppia. Un crescendo che ha visto la donna farsi sempre più insofferente alle umiliazioni che si trovava costretta a subire, fino al punto di vomitare ogni volta che tornava a casa. Per un po’ è andata avanti, anche per salvare il matrimonio pur precario ma che andava avanti da 25 anni, poi si è confidata proprio con un’altra coppia, fino a maturare la convinzione di dire basta in modo netto: denunciando il marito e chiedendo separazione e divorzio. A conferma della delicatezza della situazione, nel procedimento civile, corso parallelo a quello penale dopo la denuncia che risale all’ottobre del 2021, è stato emesso un ordine di protezione ritenendo che la condotta del marito fosse causa di grave pregiudizio all’integrità fisica e morale della donna, mentre per l’uomo è stato emessa la misura cautelare del divieto di avvicinamento, anche perché, secondo quanto riferito, sarebbe arrivato a minacciare la moglie di usare contro di lei le armi regolarmente possedute. Ieri, nel processo davanti al giudice Alessia Vanoli è stata la volta della requisitoria del viceprocuratore onorario Alessia Pirani, che partendo da una richiesta di pena di 3 anni, è scesa a 2 valutando che possano essere concesse le attenuanti generiche, mentre la parte civile ha chiesto un risarcimento di 50mila euro. Il giudice ha rinviato per repliche a martedì prossimo, quando è prevista la sentenza.

Ultimo aggiornamento: 17:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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