Domenica 10 Febbraio 2019, 14:06

Il sindaco Bergamin: «Chi scappa ha torto e non rispetta la città»

PER APPROFONDIRE: massimo bergamin, rovigo, sindaco
Massimo Bergamin

di Claudio Bertoncin

ROVIGO - Il giro di boa, titolerebbe Camilleri. Massimo Bergamin ha davanti a sé le ore più difficili della sua esperienza di sindaco, il primo ad aver portato orgogliosamente nell'estate di quattro anni fa sul sacro prato di Pontida la bandiera di Palazzo Nodari. L'ultimo giorno di gennaio ha mandato a casa tutti gli assessori, annunciando un rimpasto che appare difficile per i numeri risicati di una maggioranza che si è via via sfilacciata. La prima spallata alla sua Amministrazione, quella tentata venerdì sera dalle opposizioni nello studio del notaio Santoro, non è andata a segno: troppo poche dieci firme per mandare all'aria tutto e tornare a votare a fine maggio. Ce ne vogliono almeno 17.

Raccogliere 17 firme, per di più di venerdì: non crede alla scaramanzia, vero sindaco?
Mi preoccupano le file ai servizi sociali o dei giovani in cerca di lavoro, non quelle dal notaio. Chi scappa dalle proprie responsabilità per rifugiarsi in un ufficio fa del male e manca di rispetto a Rovigo, non a Bergamin.
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2 di 2 commenti presenti
2019-02-10 19:22:36
Non occorre andare subito ad elezioni, quello che si deve fare è commissariare il comune già abbandonato… ora non c'è una persona sola…
2019-02-10 16:51:33
Se non sbaglio..elezioni ravvicinate costano..era meglio prima, quando si dava la possibilita'di formare nuovo sindaco e nuova maggioranza...con lastoria del sindaco eletto dai cittadini..vota, rivota e torna a rivotar prima delle scadenze ..meglio che abbiano idee chiare prima di presentarsi.