Granchio blu. La protesta dei pescatori di Porto Tolle: «Niente stato di calamità e lui si diffonde alla faccia del freddo»

Venerdì 19 Gennaio 2024 di Anna Nani
Una protesta di pescatori a Venezia

PORTO TOLLE - I pescatori del comparto ittico di Porto Tolle martedì 23 gennaio manifesteranno a Venezia. Sono già una decina gli autobus prenotati che partiranno dalle varie frazioni in direzione della città lagunare per mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo nelle lagune del Delta a causa dell’invasione del granchio blu. La conferma arriva da Luigino Marchesini, presidente del Consorzio pescatori del Polesine: «Alle 7.30 ci sarà il raduno nelle frazioni di Scardovari, Polesine Camerini, Santa Giulia, Boccasette e Pila. I mezzi poi convergeranno a Ca’ Tiepolo dove alle 8.30 circa si partirà alla volta di Venezia. Alle corriere si aggiungeranno quanti preferiranno muoversi con le proprie auto». Marchesini ci tiene a precisare che “questa manifestazione non è contro la Regione, anzi, labbiamo invitata ad essere al nostro fianco per aiutarci ad amplificare la nostra voce nei confronti del Governo affinché conceda lo stato di calamità naturale per i danni che abbiamo subito e continuiamo a subire a causa del granchio blu».


Da non dimenticare che nell’assemblea pubblica del 30 ottobre scorso, andata in scena allo stadio Cavallari a marinerie riunite (Rovigo-Ferrara) è stato dichiarato lo stato di agitazione: «Avevamo messo in conto diverse azioni – continua Marchesini - Dopo le cartoline inviate a Meloni, abbiamo pensato di mobilitarci perché la situazione sta divenendo sempre più grave: a parte i primi 2,9 milioni di euro stanziati dal Governo, la questione più pressante è quella dei contributi previdenziali e del sostegno ai mutui». La scelta tra Rovigo e Venezia è caduta quindi sulla Serenissima: «Anche per una questione di visibilità» - puntualizza Marchesini.

GRANCHIO INSENSIBILE AL GELO

Intanto sorge una questione ambientale, ossia che malgrado il freddo (si pensava che l’abbassamento delle temperature ne avrebbe ridotto la diffusione) sono ancora una cinquantina i quintali di crostaceo che vengono pescati al giorno: una parte viene conferita al mercato ittico per essere venduta, un’altra è destinata come sempre al macero. «Visto che lo Stato non ha ancora deciso di firmare lo stato di calamità, nonostante la modifica al decreto 102/2004 - riprende il presidente - sarebbe opportuno che per incentivare la cattura anche la nostra Regione seguisse la via intrapresa dall’Emilia Romagna, mettendo a disposizione delle risorse. È l’unica strada da percorrere se si vuole abbassare la curva di diffusione della specie, considerato che il granchio blu ha fatto fuori, letteralmente, non soltanto le vongole veraci, ma pure le altre varietà di pesci che vivevano nelle nostre lagune. Se non si incentiva la sua raccolta con il conseguente smaltimento, non potremo mai uscirne. Inoltre, ci sono 14 milioni di euro stanziati dal Veneto per la vivificazione, ma è necessario velocizzare i lavori che sono più che mai indispensabili per la ripresa della venericoltura, così come sarebbe bene arrivassero quanto prima i 10 milioni di euro in aiuti concreti dal Governo attraverso la Regione al Consorzio per la semina del novellame di vongole».



IL SUPPORTO DEL COMUNE

A manifestare accanto ai pescatori non soltanto le associazioni di categoria ma anche l’Amministrazione comunale con il sindaco Roberto Pizzoli e l’assessore Tania Bertaggia, che commenta: «Lo scopo della questa protesta è sollecitare il Governo a proclamare lo stato di calamità che chiediamo da mesi. Ricordiamo che la Regione con Zaia aveva chiesto la sua attivazione insieme all’Emilia Romagna, ma le domande sono ancora in attesa di un riscontro formale».

Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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