Martedì 1 Ottobre 2019, 08:54

Riconoscimento del veneto come ​lingua: il mistero delle 50mila firme

PER APPROFONDIRE: firme, lingua veneta, parlamento, raccolta
Riconoscimento del veneto come ​lingua: il mistero delle 50mila firme

di Alda Vanzan

Riconoscimento della Lingua Veneta: sono state o no raccolte le 50mila firme necessarie per presentare al Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare? La risposta è: non si sa. Non lo sanno neanche gli organizzatori: «Stiamo verificando, ci vorrà ancora qualche giorno», dice Alessandro Mocellin dal Comitato Lingua Veneta. Ma un ordine di grandezza c'è? Sopra o sotto la soglia limite di 50mila? «Diciamo che ne abbiamo raccolte decine di migliaia, ma dobbiamo verificare che sia tutto in regola». Se non è un giallo, sembra tanto una maniera diplomatica che per dire che la soglia è stata mancata di un soffio, ma che nulla è perduto perché la raccolta delle firme iniziata il 1° aprile e terminata il 20 settembre scorso può sempre riprendere: il tempo concesso dalla normativa coincide con l'arco della legislatura parlamentare, quindi effettivamente può esserci una ripresa dell'iniziativa in qualsiasi momento, volendo anche la prossima primavera. Certo è che, a distanza di dieci giorni dal termine della raccolta, questo prolungato conteggio dà adito a fosche previsioni.
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5 di 44 commenti presenti
2019-10-03 17:12:24
Pseudo-cultura per bocche buone. Spesso serve per ottenere cariche in enti ad hoc. Es: presidente, direttore, consigliere dell'ente lingue venete con stipendio, viaggi e pensione.
2019-10-02 00:29:22
L'Italia ha dovuto scegliere un dialetto italiano e farne una lingua nazionale...sara' molto piu' facile scegliere un dialetto Veneto e farne una lingua veneta...sfumature linguistiche a parte i Veneti hanno una stessa etica societaria.
2019-10-02 11:09:44
Non andò esattamente così. L'italiano si formò un poco alla volta per esigenze letterarie a partire dal Medioevo. Una lingua che nacque e maturò nei libri, non tra la gente. Inizialmente era una fusione di idiomi popolari locali, soprattutto il toscano, con il latino, che continuò a esser usato per lungo tempo dai notai, nei tribunali e in chiesa, mentre la gente continuò a parlare nei vari idiomi. L'italiano rimase la lingua degli scrittori, dei poeti, della gente colta. Solo l'Unità d'Italia lo elevò a lingua nazionale, imponendone lo studio nelle scuole del Regno. Ma non essendo stato mai lingua madre, venne imparato dai bambini in età scolare con fatica, quasi come lingua straniera. La situazione non è molto cambiata. La lingua veneta, al contrario, è sempre rimasta in uso come madrelingua, ma dovendo convivere con l'italiano come lingua ufficiale, e non essendo più usata per iscritto ma solo nel parlato, ha mantenuto vive molte varianti lessicali, dando a molti l'impressione che non sia una lingua per questa ragione. Nell'adottarla come lingua anche scritta non servirebbe scegliere tra l'una o l'altra variante locale perché potrebbero convivere tutte insieme, semplicemente arricchendo il vocabolario.
2019-10-01 21:12:48
claudio pros il fantasioso euganeo che continua a insultare il VENETO, che vuole cambiare la storia del VENETO-bi millenario proponendo un nome di una piccola tribu'di ROM ligure trasferitasci nel VENETO e poi sparita nel nulla [assorbita dai veneti] poi per far credere di avere consensi si fa' clic a ripetizione sul suo 'mi piace'
2019-10-01 20:55:13
Ma c'è di più caro sig. pensionato 2019-10-01 19:19:44, c'è il fatto che non esistono né il dialetto "piemontese" né quello "veneto". "Piemontese" e "veneto" non sono nomi di dialetti, ma semplicemente nomi di regioni…