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Il Nordest? La locomotiva d'Italia torna a correre: per il 2022 previsto un aumento del 3,4% del Pil

Domenica 7 Agosto 2022 di Angela Pederiva
Il Nordest? La locomotiva d'Italia torna a correre: per il 2022 previsto un aumento del 3,4% del Pil

È stata l'immagine-simbolo dell'iconografia industriale nei gloriosi anni della crescita economica: il Nordest locomotiva d'Italia. Ebbene dopo il Covid, e malgrado la guerra, quella motrice ha ripreso a tirare, trainata da un Veneto a tutto gas, visto che per il 2022 è previsto che il suo Pil aumenti del 3,4% rispetto al 2021. «Nessuna altra regione italiana è destinata a fare meglio», sottolinea l'ufficio studi della Cgia di Mestre sulla base degli scenari presentati nelle scorse settimane da Prometeia, annotando oltretutto per il Friuli Venezia Giulia un recupero dell'1,6% sul 2019.


I DATI
Ecco, su questo il Veneto può fare ancora di meglio, dato che si trova tuttora uno 0,1% sotto il livello pre-pandemia. Ma quanto a variazione annuale del Prodotto interno lordo, non c'è partita con il resto d'Italia: la Lombardia è a +3,3% e l'Emilia Romagna a +3,2%, la media nazionale si attesta su +2,9%, ultima è la Calabria a +2,1%. Considerando le province, svetta la Venezia Giulia: Gorizia con +4,4% e Trieste con +4,3% guidano la classifica italiana. Fra le venete, la prima è Verona con +3,9%, seguita da Venezia e Vicenza con +3,7%, Rovigo con +3,6%, Padova con +3,4%, Belluno con +3,3% e Treviso con +2,7%. Rispetto all'ante-Covid, tre province venete su sette devono ancora recuperare il divario: Padova (-0,1%), Rovigo (-3,8%) e Belluno (-5,2%, il peggior scostamento del Paese).
Pensare che Verona avrebbe potuto pure osare di più, secondo le stime di Confindustria: nel secondo trimestre la produzione aumenta del 3,4%, meno delle prospettive che la davano +5,7%, a causa degli effetti del conflitto russo-ucraino sui prezzi energetici e sull'inflazione. Ma il risultato viene ritenuto comunque buono alla luce del contesto attuale. «Sono convinto che si tratti di una sorta di effetto Draghi», osserva il presidente scaligero Raffaele Boscaini: «Sarà necessario formare il prima possibile un nuovo Governo, dare stabilità al Paese e dare seguito al percorso intrapreso. Serviranno coesione, serietà e credibilità. E una campagna elettorale violenta credo sia la peggiore premessa per tutto questo».


LE LEVE
A proposito del premier Mario Draghi, secondo la Cgia gli aiuti pubblici erogati dal suo esecutivo sono stati una delle leve della ripresa, insieme al turismo, agli investimenti nelle costruzioni e alle esportazioni. Nei consumi delle famiglie, il Veneto primeggia con la Lombardia a +3,4% e il Friuli Venezia Giulia è a +2,5%, mentre negli investimenti le due regioni hanno recuperato rispettivamente il 15,8% e il 18% rispetto al 2019, così come nell'export da allora hanno riacquistato il 9,5% e il 24,6%.


LA PRUDENZA
Rispetto alle previsioni diffuse ultimamente dai principali istituti economico-statistici nazionali, quelle della Cgia sono improntate alla prudenza. «Il caro energia, l'inflazione galoppante, gli sviluppi della guerra in Ucraina e una possibile recrudescenza del Covid potrebbero frenare con più forza di quanto previsto lo slancio economico», spiega l'ufficio studi, coordinato da Paolo Zabeo. Ad imporre cautela sono anche i forti segnali di crisi che stanno investendo l'economia tedesca, così legata a quella nordestina, soprattutto nel tessile, abbigliamento, calzature, arredo e componentistica dell'auto.
 

Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 14:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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