Coronavirus e bambini, la prof Da Dalt: «Fate il vaccino contro l'influenza. Anche i più piccoli sono contagiosi. Mascherine pericolose sotto i 2 anni»

Giovedì 18 Giugno 2020 di Beatrice Mani
Coronavirus e bambini
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Ospite eccellente oggi alla conferenza di oggi di Luca Zaia: a prendere la parola è stata la professoressa Liviana Da Dalt, alla guida della super Pediatria di Padova. «I bambini non sono piccoli adulti, nel fisico, nel comportamento - è stata la premessa della dottoressa -, e perché quando si ammalano si ammalano di malattie diverse dagli adulti e in modo diverso. Il Coronavirus è un paradigma di quanto detto, i dati che abbiamo lo dimostrano. Dalla fine di marzo non abbiamo più visto bambini infetti».

Coronavirus e bambini

I dati dell'Azienda Zero
«Degli infetti ad oggi (19.233) solo sono 369 bambini sotto i 14 anni. In Veneto ci sono 650mila bambini, quindi gli infettati sono molto pochi, il dato in Italia è simile». La dottoressa Da Dalt ha fornito i numeri sul contagio da Covid sui bambini in Veneto: «50 bambini erano neonati, la maggioranza del contagio è stata intrafamiliare, i ricoverati sono stati solo 13, in reparti ordinari, tranne uno che è stato ricoverato in terapia intensiva pediatrica. Non abbiamo registrato alcun decesso. In tutta Italia i decessi sono stati 4. Uno dei quali aveva una malattia cronica preesistente».

Questi dati ci confermano che il Covid ha un decorso diverso nel bambino rispetto all'adulto: «Si ammalano meno, meno gravemente, hanno una forma lieve o asintomatica, un po' di tosse e febbre bassa, diarrea e vomito, tutto si risolve rapidamente, solo il 10% manifesta sintomi gravi, solo l'1% richiede il ricovero in terapia intensiva».
 

Perché i bambini si ammalano meno di Covid?

«Il Coronavirus incide su di loro meno dell'influenza tradizionale - ha ancora spiegato la Da Dalt -. Le ipotesi riguardano l'infettività: il virus si deve legare con una proteina che nei bambini è immatura. I bambini poi sono molto più esposti a tutte le infezioni delle vie aeree, ci potrebbe essere una competizione tra i vari virus. La risposta del sistema immunologico del bambino potrebbe essere un'altra spiegazione, questa risposta è alta, il bambino quindi è più protetto dell'adulto. I bambini sono prevalentemente sani e ricchi di capacità di recupero».

«Il problema si pone con bambini con malattie croniche preesistenti. Noi non abbiamo toccato con mano questo dato, abbiamo avuto solo un bambino. La letteratura scientifica sull'argomento è comunque crescente, dagli Usa è arrivato un report su 48 bambini che indica che i decessi riguardano proprio i piccoli con malattie croniche pregresse».
 

I bambini infetti sono contagiosi

«Anche i bambini sono contagiosi, anche quelli asintomatici, ma la contagiosità del bambino è più bassa, ha una carica virale minore», ha sottolineato la dottoressa Da Dalt.
 

Il virus non si trasmette dalla mamma al neonato

«A Padova abbiamo creato un reparto Covid per i bambini, ci siamo riorganizzati per ricoverare 6 bambini degli 11 contagiati. Anche nel reparto neonatale e ginecologico è stato riorganizzato a causa del Coronavirus: 10 donne in gravidanza sono state interessate dal virus durante l'epidemia, una di questa ha partorito prematuramente, il bimbo è nato e ora sta bene, e nessuno dei nati è risultato positivo. Il virus non si trasmette dalla mamma al neonato e il Covid non si trasmette con il latte materno».  Neo-mamme più a rischio depressione e ansia per effetto della pandemia
 

Vaccinare i bambini: perché farlo

«Tutti questi dati devono confortare in previsione della riapertura delle scuole, per i centri estivi. Misurare la febbre quando entrano nelle strutture scolastiche? Idealmente sì - ha precisato la Da Dalt -, ma occorre valutare vantaggi e svantaggi, per me bastano i controlli random e allearsi con le famiglie affinché mandino i bambini a scuola in salute. Occorre vaccinare i bambini contro l'influenza sarà molto importante e facilitante per gestire un eventuale ritorno del Coronavirus, perché è poco distinguibile da quest'ultima».
 

Mascherine, no ai bimbi sotto i 6 anni

«Sotto i 6 anni la mascherina non deve essere utilizzata (sotto i 2 può essere dannosa, in più i bambini inosservati potrebbero soffocarsi con la mascherina), tra i 2 e i 6 anni avere una mascherina è più fonte di infezione che protezione. Sopra i 6 anni, a partire dall'età scolare, deve essere educato a portare la mascherina, anche se il rischio di contagio è basso. Quando devono utilizzare la mascherina? In condizione di affollamento, per esempio».

Incidenti domestici aumentati con il lockdown
«Dopo il lockdown è aumentato il numero di incidenti domestici gravi per i bambini: intossicazioni da farmaci, da prodotti domestici, traumi importanti. Dal 9 marzo al 20 aprile abbiamo avuto 11 bambini ricoverati per traumi domestici severi in terapia intensiva, al fronte di 2 bambini ricoverati per Coronavirus». Bambini e lockdown, lo studio: «Disagio per 65% degli under 6, molti sono regrediti»
 

Malattia di Kawasaki e Coronavirus

«E' seguita dal reumatologo pediatra, anche se è un'infiammazione dei vasi sistemica. I bambini stanno molto male, il problema vero è che può colpire organi interni, intestino e cuore, con conseguenze anche nel tempo. Ma la conosciamo nella sua gestione, non sappiamo invece perché venga. Pare sia una esagerata risposta antinfiammatoria del corpo di un bambino a un virus, ecco la connessione con il Covid: in questi mesi si è visto un aumento di questa malattia e di altre patologie simili. L'associazione temporale c'è, e in alcuni bambini è stata documentata una precedente infezione da Covid, testimoniata dagli anticorpi. Noi abbiamo visto una bambina con Kawasaki con Covid precedente e altri 4 per i quali la correlazione con il virus non è stata dimostrata». Kawasaki, allarme bimbi. L'Oms: «Infiammazione multi-organo riconoscibile da 6 condizioni»
 

Ultimo aggiornamento: 14:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA