Autonomia, Conte: «Salvaguarderà ​solidarietà e coesione nazionale»

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Autonomia, Conte: «Salvaguarderà  solidarietà e coesione nazionale»
Autonomia, il dibattito si fa sempre più forte, i toni delle iniziative si alzano, basti pensare al manifesto choc della campagna pubblicitaria dell'Ordine dei medici della Puglia e alla risposta del presidente del Veneto Luca Zaia con una seconda lettera ai cittadini del Sud, nella quale definiva come «bugie» le posizioni dell'Ordine sulla sanità. E adesso a parlare è direttamente il premier Giuseppe Conte, al Question time in Senato: «Sin dalla redazione del "Contratto di Governo per il Cambiamento" è chiaramente evidenziato che il percorso del regionalismo differenziato dovrà tenere in considerazione non solo la peculiarità delle realtà territoriali, ma anche la piena realizzazione della solidarietà nazionale, nell'ambito della tutela dell'unità giuridica, di quella economica e dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali».

«Le risorse finanziarie allocate dallo Stato nelle altre Regioni rimarranno invariate». Ha sottolineato il premier Giuseppe Conte, aggiungendo: «Non è previsto in alcun modo il riferimento ad indicatori collegati all'introito fiscale» delle singole regioni. Parlando dei livelli essenziali e dei fabbisogni standard, Conte precisa che si «tratterà di fabbisogni su indicatori comuni a tutte le regioni», definiti da «un Comitato paritetico composto da rappresentanti delle Regioni e dello Stato, rispondendo a criteri unitari per l'erogazione dei servizi in ogni angolo del Paese».
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Giovedì 21 Febbraio 2019, 15:58






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5 di 23 commenti presenti
2019-02-25 07:12:08
steyr 95 - 30 anni di promesse e i grilli non c'entrano nulla. Chieda lumi a zaia e salvini e poi mi sappia dire.
2019-02-23 23:31:31
- 14 milioni buttati al vento. 2.400.000 persone andate a votare, due anni di promesse e di speranze per finire miseramente per causa dei grilli ai quale serve il nostro denaro per mantenere i fannulloni al sud. Tutto finito, il sogno svanito ma adesso ci sono i partiti indipendentisti da votare. Idietro non si torna più. Solo che questi partitini indipendentisti si devono aggregare in un unico grande partito o anche qui sarà sempre il solito fallimento. Mi sa che saremmo la vacca da mungere ancora per molto tempo, finchè la barca italia, alla deriva, non andrà a sfracellarsi sulla scogliera.
2019-02-23 06:57:22
Solo il PD può dare l'autonomia, alla lega non interessa e solo l'esca per racimolare i voti dei creduloni veneti. Ci riesce da 30 anni; com'è che diceva Toscani?
2019-02-23 10:54:45
Lo sanno tutti che il regionalismo è promosso da Pd e Lega, in questo senso l'uno è fotocopia dell'altro. Eredi diretti dell'accordo spartitorio di poltrone della Dc e del Pci, quando, nel 1970, istituirono le inutili e scandalose Regioni italiane Il Pd è stato poi l'artefice diretto della modifica (in)costituzionale del Titolo V, un vero disastro…
2019-02-23 00:04:40
Se la ministra Stefani non fosse veneta ma meridionale avrebbe perorato l’autonomia delle tre regioni del nord? inoltre non sarebbe meglio eliminare le regioni che da quando sono state istituite si sono dimostrate un pozzo senza fondo di spese e di malaffare contribuendo a dividere il paese .