Qualità dell'aria migliorata grazie al lockdown: in Veneto pm10 giù del 30%

Venerdì 22 Maggio 2020
Una centralina di rilevamento Arpav della qualità dell'aria
VENEZIA Il lockdown ha permesso una diminuzione delle emissioni da traffico dal 30 all'80%, a seconda del periodo del lockdown, per i veicoli leggeri sulle strade urbane ed extraurbane, e un decremento dal 24 al 97% delle emissioni da aeroporti. Per contro, le emissioni da riscaldamento domestico civile non hanno subito contrazioni; si è registrato invece un lieve incremento, probabilmente per la maggiore permanenza della popolazione in casa.  Per quanto riguarda le concentrazioni degli inquinanti in aria, si sono registrate, a seconda delle province, diminuzioni variabili dal 19% al 50%, per il biossido di azoto e dal 22 al 32% per il PM10, rispetto alla media degli anni 2016-2019. In generale questa diminuzione può ricondursi sia alla riduzione delle emissioni che all'influenza delle condizioni meteorologiche occorse nel marzo 2020. Lo rileva lo studio di Arpav Veneto che illustra i risultati delle valutazioni effettuate, per il territorio regionale e nel periodo dal 23 febbraio al 31 marzo 2020, utilizzando tre diversi approcci: l'analisi delle concentrazioni degli inquinanti (Biossido di azoto, PM10, Monossido di azoto) misurate dalle stazioni di monitoraggio dei capoluoghi di provincia;  la stima delle variazioni delle emissioni inquinanti dei settori interessati dalle restrizioni del lockdown e la valutazione delle concentrazioni stimate dal sistema modellistico SPIAIR, impiegato per la valutazione integrata dell'inquinamento atmosferico. Per l'elaborazione dei dati ARPAV si è avvalsa della collaborazione del dipartimento di ingegneria dell'Università di Padova.  Ultimo aggiornamento: 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA