Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Siccità record, a breve il decreto di Fedriga: ecco cosa si potrà fare e cosa sarà vietato in campi, case e giardini

Giovedì 23 Giugno 2022 di Davide Lisetto
Irrigazione dei campi
3

UDINE - Le previsioni meteorologiche non vanno certo nella direzione di un miglioramento della situazione. Niente piogge almeno fino a fine giugno. E forse anche dopo. Come ha detto ieri il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, al termine dell’incontro con la Conferenza delle Regioni guidata dal presidente del Fvg Massimiliano Fedriga. «Le tendenze non sono positive per le prossime settimane: non ci attendiamo una inversione di tendenza dal punto di vista meteorologico. Ci attendono ancora periodi di siccità», ha precisato Curcio. Rispetto al Friuli Venezia Giulia con ogni probabilità il decreto anti-siccità sarà firmato nella giornata di domani, 24 giugno, o al massimo di sabato. Un provvedimento che farà scattare i primi divieti.

I DETTAGLI

Sarà di valutazione della situazione - che i tavoli tecnici dei due assessorati stanno monitorando già da diverse settimane - e di indicazioni e di raccomandazioni ai vari enti e alle diverse istituzioni che gestiscono la risorsa idrica. Sia per gli usi destinati all’agricoltura che per usi civili e domestici. Con ogni probabilità nel provvedimento saranno definite una serie di priorità nell’erogazione dell’acqua privilegiando l’utilizzo per il consumo domestico e per le altre situazioni di rischio in agricoltura e negli altri ambiti produttivi. È inoltre probabile che si stabilisca la possibilità di agire sulle concessioni di derivazione rispetto ai gestori degli impianti di energia in caso di ulteriore peggioramento della carenza idrica. Che regoli cioé una gestione dei bacini idrici che consenta l’utilizzo dell’acqua per l’agricoltura piuttosto che per produrre energia. Sarà poi raccomandato a tutti gli utilizzatori della risorsa idrica, non solo in agricoltura ma anche per coloro che la utilizzano a scopo irriguo per giardini e parchi, un utilizzo dell’acqua in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace limitandone il consumo al minimo indispensabile. Ci saranno indicazioni anche rispetto alla gestione parsimoniosa e consapevole dell’acqua, sia superficiale che sotterranea, per tutte le utenze irrigue private e autonome. 

CAMPI E GIARDINI


E ancora, rispetto alle coltivazioni, l’ordinanza al fine di assicurare al massimo l’uso razionale e parsimonioso dell’acqua disponibile i Consorzi di bonifica saranno invitati a dare priorità al servizio irriguo nelle zone dotate di impianti di maggiore efficienza irrigua, tenendo conto anche delle colture e della loro fase fenologica. Il decreto che il governatore del Friuli Venezia Giulia si appresta a firmare interverrà anche attraverso l’inibizione di tutti gli utilizzi non necessari dell’acqua, come giardini, piccoli orti privati, riempimento di piscine provate e i lavaggi delle auto. Saranno poi i gestori dei servizi idrici a decidere nello specifico i provvedimenti da assumere, a seconda della condizione in cui sono. Per quanto riguarda le società partecipate che gestiscono le reti idriche hanno allertato tutti i Comuni che stanno predisponendo ordinanze per vietare l’uso dell’acqua, dalle 7 alle 22, per annaffiare orti o giardini, riempire piscine o lavare le auto. Intanto, in Regione è polemica. Il pentastellato Cristian Sergo è intervenuto sul tema dei pozzi artesiani: «Tra il 2015 e il 2016 ci sono state 14 sedute del tavolo tecnico, chiesto a gran voce da oltre 22mila cittadini e previsto dal Piano regionale Tutela acque, al fine avviare una seria sperimentazione sulla possibile limitazione di portata dei pozzi. Questo perché il Piano, adottato nel 2012 dalla Giunta Tondo, ne prevedeva la definitiva strozzatura che, per stessa ammissione degli addetti ai lavori, avrebbe provocato non solo la chiusura dei getti, ma il collassamento dei pozzi. Da allora non si è saputo più nulla».

 

Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci