Fa caldo come in estate e non piove, il grano friulano rischia di non crescere

Venerdì 28 Ottobre 2022 di Marco Agrusti
Un campo di grano

Era fondamentale aumentare la produzione interna di grano, si diceva, per prepararsi ad eventuali carenze sui mercati esteri. Ma quest’anno evidentemente quando qualcosa può andare storto probabilmente lo farà.

A causa del caldo anomalo e della siccità fuori stagione, infatti, in Friuli Venezia Giulia è a rischio la semina (e quindi la crescita) del grano. Una notizia pessima per tutto il comparto, ma anche per una buona quota dell’economia regionale legata al settore primario. L’allarme l’ha lanciato ufficialmente la Coldiretti: solo l’area del Pordenonese (e nemmeno tutta) si sta salvando. Il resto della regione è in sofferenza. 

Il problema sulla mancanza di grano

Tra ottobre e novembre l’agricoltura della nostra regione vive un momento cruciale: i coltivatori piantano il frumento e l’orzo, cioè le colture che tra marzo e aprile si “risveglieranno” dopo il gelo dell’inverno. Ma le condizioni climatiche attuali stanno mettendo a rischio l’intera operazione. Qual è il problema? Primo, fa troppo caldo. Secondo, piove troppo poco per essere ottobre. E i problemi possono essere due, entrambi gravi: la mancata crescita dei germogli e l’aggressione delle piante da parte di agenti patogeni che in condizioni normali non riuscirebbero a sopravvivere e a condizionare la crescita dei germogli. A tratteggiare il quadro negativo è Matteo Zolin, presidente pordenonese della Coldiretti. «Fortunatamente - spiega - in provincia di Pordenone i quaranta centimetri di pioggia caduti negli ultimi giorni hanno leggermente migliorato la situazione. Ma la stessa cosa non la si può dire per altre zone della nostra regione». La Bassa friulana, ad esempio, dove l’agricoltura estensiva la fa da padrona a perdita d’occhio. Per analizzare lo spettro dei problemi con i quali ha a che fare ancora una volta l’agricoltura friulana, bisogna partire dalla siccità. «Il grano - prosegue sempre Zolin - perché possa germogliare ha bisogno di un terreno che sia umido. Solo in quel modo riesce a diventare fertile e a garantire la crescita della pianta nel modo corretto». In caso contrario il metro quadro di terra rischia di diventare sterile. E si perde già il raccolto. Ma oggi di pioggia se ne vede pochissima e c’è già chi sta mettendo a bilancio danni per decine di migliaia di euro». 

Le temperature troppo alte

È ottobre, ma sembra maggio. E per le colture che contano da sempre su di un autunno “normale” è un’altra pessima notizia. Anzi, è potenzialmente una condizione ancora peggiore rispetto a quella dettata dalla siccità. Su molti terreni agricoli del Friuli Venezia Giulia, infatti, si nota già una stranezza. Le piante appena nate hanno già raggiunto un’altezza non normale rispetto al periodo. E allo stesso tempo sempre il caldo sta permettendo a insetti e parassiti di sopravvivere anche oltre il ciclo naturale dato dalla bella stagione. «Le temperature elevate - prosegue sempre Matteo Zolin, presidente di Coldiretti Pordenone - fanno crescere le piante troppo velocemente. In questo modo purtroppo frumento e orzo vanno incontro a muffe e malattie potenzialmente fatali. Se la coltura vegeta troppo si compromette». Se l’anticiclone e l’ottobrata non se ne andranno, l’agricoltura friulana tornerà in una condizione da allarme rosso. Nell’anno in cui non ce lo potevamo permettere. 

Ultimo aggiornamento: 17:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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