Green pass al lavoro, in Fvg si rischia il blocco dei trasporti: l'allarme degli autisti

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Lisa Zancaner
Una coda di mezzi pesanti

Green pass per gli autisti dei mezzi pesanti: si rischia la paralisi. Da anni il settore soffre di una carenza di lavoratori e la regolamentazione rischia di accentuare il problema. Che il vaccino sia la strada è ben convinto Massimo Masotti, capogruppo trasporti e logistica di Confindustria Udine, ma, fatta questa premessa, ammette che questa problematica in Friuli si farà sentire ancora più che nel resto d’Italia per l’elevato numero di autotrasportatori che provengono da Paesi dell’Est Europa.

IL NODO

Nella fase di messa a punto del modello organizzativo per il controllo efficace sono emerse però importanti criticità, che preoccupano fortemente gli imprenditori del settore. «I conducenti stranieri sono più restii alla vaccinazione – spiega Masotti – mentre alcuni si sono sottoposti al vaccino, ma non sempre si tratta di prodotti riconosciuti in Italia dall’Aifa». A questi si aggiunga poi che il tampone è uno strumento difficilmente utilizzabile per questa categoria di lavoratori, che hanno orari molto variabili e l’appuntamento in farmacia può risultare un’impresa. «La norma, almeno in una fase iniziale, si poteva magari by-passare per gli autisti dei mezzi pesanti – commenta Masotti – anche durante il lockdown questi conducenti hanno lavorato senza entrare in contatto diretto con altre persone, persino per la consegna delle bolle c’è stata una corretta organizzazione». Ma la regola vale per tutti e può significare un blocco dei trasporti.

ALLARME

«La situazione è simile a Udine come a Pordenone – prosegue Masotti – e anche nel vicino Veneto ci sono le stesse problematiche». Da una parte, insomma, c’è lo zoccolo duro di quanti non ne vogliono sapere di sottoporsi al vaccino e su una cinquantina di autisti del territorio friulano attualmente tra il 10 e il 20% non ha ancora comunicato l’avvenuta vaccinazione e un autista ha invece comunicato che venerdì si presenterà al lavoro senza green pass, “in questo caso non c’è la sospensione», precisa Masotti. Dall’altra parte c’è una fetta di autisti stranieri che pur di non sottoporsi alla vaccinazione o al tampone per essere in regola con il green pass, hanno già annunciato di voler rientrare nei loro Paesi di origine o addirittura trasferirsi in altri Stati europei, dai quali difficilmente rientreranno una volta conclusa l’emergenza sanitaria. «Il rischio concreto è quello di rimanere senza merce, perché qui un’alternativa non c’è – dice – valuteremo nei prossimi giorni cosa succederà. C’è da dire che anche nelle aziende c’è una percentuale di lavoratori che non vuole vaccinarsi e questo potrebbe comportare una minore produzione e, di conseguenza, minore necessità di trasporti. Il problema che manchino i camion, insomma, è un pezzo del problema. Per noi, comunque, rimane il fatto che di autisti non se ne trovano. Se oggi ci rivolgiamo all’ufficio collocamento, l’offerta di personale è pari a zero». Tutto questo potrebbe innescare un effetto domino che parte con la paralisi dei trasporti che, a sua volta, comporta un minor carico di merce in arrivo e il rischio concreto di un rincaro dei prezzi. «Già venerdì avremo un quadro più chiaro della situazione – conclude Masotti – per noi questa è ormai una carenza cronica che oggi rischia di essere ulteriormente aggravata».

Ultimo aggiornamento: 08:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA