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Produttori di zinco sconfitti dal via libera alle bare in polipropilene di una ditta friulana

Giovedì 4 Agosto 2022 di C.A.
Il Consiglio di Stato

PORDENONE - Nel mondo dei produttori di bare e accessori funebri anche l’utilizzo di un nuovo materiale può portare scompiglio e stravolgere un business che non conosce crisi. L’ingresso nel mercato dei cofani di polipropilene prodotti dalla KB-Plast srl di San Giorgio di Nogaro, dove c’è la sede produttiva della Karton Spa di Sacile, ha innescato una battaglia legale portata avanti nel nome del “federalismo amministrativo” da Bragagnolo Renzo Srl, C.F.Z. Srl, Zinco Cofani Srl, Zincof Srl, Zinco Meridionale Srl, Zinco Puglia Srl e Gruppo Sicilzinco Srl, società che hanno sede in Sicilia, Puglia, Veneto e Lombardia. L’indice era puntato contro il decreto dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale in cui si autorizza KB-Plast a produrre e commercializzare in ambito nazionale casse in polipropilene al posto dei feretri in zinco per la tumulazione con trasporto di salme a una distanza inferiore ai 100 chilometri, quindi anche in Veneto. Il confronto aveva già dato ragione alla ditta friulana davanti al Tar del Fvg. A togliere ogni altro dubbio ci ha pensato il Consiglio di Stato mettendo una pietra tombale sulla questione e dando il via libera ai nuovi cofani nel momento in cui i rincari dei prezzi si fanno sentire anche nel settore, soprattutto per quanto riguarda lo zinco, metallo che ha fatto oscillare i costi per il “caro estinto” tra i 100 e 150 euro.

CASO PILOTA

La sentenza potrebbe aprire nuovi fronti in altre regioni italiane. Finora il problema si è posto soltanto in Friuli Venezia Giulia, nonostante l’impiego di polipropilene al posto dello zinco, sia stato autorizzato dal ministero della Salute già nel 2007. Nessuno ha mai impugnato il provvedimento perché nessuno aveva mai chiesto alla propria Regione di competenza l’autorizzazione a produrre con materiali alternativi. E così Assocofani si è mossa soltanto quando la Regione Fvg ha delegato all’Asufc la valutazione della richiesta della KB-Plast. «Il Consiglio di Stato - spiega l’avvocato Pio Rinaldi - è entrato nel merito della questione confermando la legittimità dell’autorizzazione. È inoppugnabile».

LIBERA CONCORRENZA

Ai ricorrenti i giudici ricordando che se dovessero trovarsi a operare in un mercato totalmente liberalizzato, non potrebbero opporsi a nuovi soggetti che «propongano di operare in modo concorrenziale grazie all’utilizzo di materiali e tecnologie in grado di consentire loro, anche in ipotesi, di sottrarre quote di utenza alle imprese già presenti». È anche vero che in questo caso il mercato deve rispettare regole di sanità pubblica. Il Tar aveva scisso interesse pubblico e aspetti concorrenziale. Un «errore logico» secondo il Consiglio di Stato, perché «i due profili vanno esaminati congiuntamente, tenuto conto che le società appellanti hanno l’interesse qualificato degli operatori economici che agiscono in un mercato regolamentato a opporsi agli atti amministrativi con cui è consentito, a loro dire illegittimamente, a soggetti terzi l’ingresso nel mercato medesimo, a tutela proprio della regolarità della concorrenza e non in funzione anticoncorrenziale». L’errata ricostruzione del quadro normativo, dove si evidenzia che la Regione Fvg ha violato le prerogative statali in materia di sanità pubblica trasferendo le funzioni di accertamento alle Aziende sanitarie, ha dato ragione alla KB-Plast, che si è mossa correttamente e potrà continuare a produrre i suoi cofani per trasportare salme nell’arco di 100 chilometri.

Ultimo aggiornamento: 08:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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