Daniele, l'incidente e i 14 interventi chirurgici per salvarlo. Ora fa mille chilometri a piedi con un solo obiettivo

Lunedì 28 Giugno 2021 di Federica Cappellato
Daniele, l'incidente e i 14 interventi chirurgici per salvarlo. Ora fa mille chilometri a piedi con un solo obiettivo

PADOVA - Era un teen-ager quando un terribile incidente con lo scooter lo costrinse a sei mesi di ricovero nella Pediatria di Padova dove affrontò, uno dopo l'altro, quattordici interventi chirurgici per ricostruire il suo braccio sinistro. Sedici anni dopo Daniele Matterazzo ha deciso di mettersi in cammino, percorrere a piedi la via Francigena, partendo dal Nord Italia per arrivare a Roma con un unico obiettivo: raccogliere fondi per i bambini della Pediatria di Padova, come lo era lui, testimoniando che le difficoltà possono essere affrontate e si può tornare a credere in se stessi, ad amarsi, a vivere con coraggio ed entusiasmo.


LA SFIDA
La sua storia e la sua sfida Daniele le ha affidate al circuito La rete del dono, per far conoscere il suo calvario, per trovare sostenitori disposti a fare donazioni ma soprattutto disposti a sposare la buona causa. Che a lui è valsa l'esistenza. «Nel 2005, quando avevo solo 15 anni, ho avuto un gravissimo incidente stradale - racconta Daniele oggi 31enne, studente alla facoltà di Scienze biologiche dell'Università Politecnica delle Marche - e da lì la mia vita non è più stata la stessa. Reagire non è stato facile, ho passato diverso tempo trasportando pesi enormi dentro di me. L'anno scorso, dopo aver casualmente visto il film Il cammino verso Santiago la chiamata è stata più sentita che mai! Quella notte non ho dormito, sentivo che era arrivato il momento di mettermi in cammino. In un mese ho riorganizzato la mia vita, e sono partito». Il Covid-19 aveva allentato la sua morsa e dopo sei mesi di pandemia difficili da dimenticare, il giovane si è messo - per la prima volta - alla prova: agosto 2020, sole a candela, 780 chilometri a piedi in soli 24 giorni.


«UN FUOCO DENTRO»
«Ho percorso tutta la via del cammino raggiungendo Santiago. Non soddisfatto, ormai sentivo un fuoco dentro, ho continuato la mia strada fino a quando la vista non si è aperta sullo sconfinato blu dell'Oceano Atlantico. Il mio intento - prosegue, raccontandosi ne La rete del dono - era ricercare il coraggio, l'autostima, tutti quei pezzettini di me che avevo lasciato indietro negli anni. Sono andato a riprendermeli, scavando nei chilometri, incontrando sofferenze e difficoltà. In tutto, 1000 chilometri in un mese, per ritrovarmi, per rinascere». Daniele dice di aver trovato, nel cammino, la cura. Ma quello era solo l'inizio. Adesso Matterazzo è in procinto di imboccare altre strade, «questa volta non solo per aiutare me stesso ma anche per aiutare il prossimo. Perciò ho scelto di percorre la via Francigena, camminando anche per i bambini della Pediatria di Padova, un ospedale dove ho trascorso 6 mesi della mia vita». Il perché è presto detto: «Sento il dovere di condividere quello che ho ricevuto e che sto continuando a ricevere, aiutando i piccoli pazienti attraverso questa raccolta fondi, testimoniando che tutte le difficoltà possono essere affrontate e che si può tornare a credere in se stessi. Vi chiedo di credere in me attraverso una donazione per i bambini della Pediatria di Padova». Le donazioni verranno devolute a quest'ultima per il tramite della Fondazione Salus Pueri, nata nel 1992 e cresciuta per iniziativa di un gruppo di genitori, medici, professionisti, imprenditori, rappresentanti del mondo finanziario ed economico, che condividono l'idea che la salute del bambino e della bambina di oggi, ossia dell'uomo e della donna del domani, sia la garanzia più solida per dare un futuro certo e sereno alla nostra società. Solida e potente come la forza di volontà di Daniele.

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA