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Città "ricoperta" di plateatici: tavoli all'aperto per 500 locali negli ultimi due anni

Lunedì 23 Maggio 2022 di Gabriele Pipia
I locali in Piazza dei Signori
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PADOVA - Sulle strade, sulle piazze e sotto i portici. Ma anche nei parcheggi, nei marciapiedi e ovunque sia possibile. Basta una passeggiata in centro storico o in diversi quartieri di Padova per imbattersi in una distesa di tavolini all’aperto davanti a bar e ristoranti. Dall’Arcella a Ponte Molino, da via Battisti a via Savonarola, fino ad arrivare a via Umberto I, via Santa Lucia e ovviamente le piazze: sempre di più e sempre più ampi. Il boom dei plateatici è stato dettato dall’emergenza Covid e ora in vista della stagione estiva negli uffici di Palazzo Moroni continuano a piovere domande. Risultato: se nel 2018 i locali dotati di area esterna erano 324 (di cui due terzi in centro città) ora siamo arrivati a quota 500. Se prendiamo in esame gli ultimi dieci anni troviamo numeri più che raddoppiati.
L’Appe calcola che in tutta la provincia sui 3.200 pubblici esercizi siano 2.100 quelli che possiedono il plateatico. L’aumento rispetto al periodo pre-pandemia è stato del 20% grazie alla concessione gratuita del suolo pubblico. Da aprile la tassa è tornata a pagamento e ci attestiamo comunque al + 10% rispetto a due anni fa. 
 

IN CITTÁ
Partiamo dalla situazione di Padova. Nella primavera 2020 un’ordinanza del sindaco dettata dall’emergenza aveva snellito le pratiche permettendo agli esercenti di fare richiesta del plateatico tramite l’invio di una Pec con una planimetria allegata senza dover aprire un procedimento allo Sportello unico attività produttive. 
Il Comune ha dato anche la possibilità di ampliare gli spazi: per legge i plateatici possono arrivare al doppio della superficie interna del locale ma l’atto del sindaco Giordani ha permesso un ulteriore ampliamento del 50% occupando anche spazi vicini ma non per forza antistanti. Il Comune ora permette l’occupazione di aree verdi e stalli per la sosta delle auto, in accordo con la Soprintendenza che ha concesso delle deroghe ai rigidi vincoli presenti soprattutto in centro storico. 
 

IL COSTO
Il costo del canone per il suolo pubblico si attesta mediamente su alcune migliaia di euro all’anno: varia da locale a locale in base alle dimensioni e alla zona (in centro costa il 20% in più). Dalla primavera 2020 il governo lo aveva azzerato e la tassa è tornata in vigore dallo scorso mese di aprile. 
 

LA NUOVA FASE
«Siamo entrati in una nuova fase - spiega l’assessore al Commercio Antonio Bressa -. Il regolamento dei pubblici esercizi è stato riscritto e questa organizzazione è stata stabilizzata. Di fatto le regole che erano state introdotte per l’emergenza Covid ora valgono anche per il post Covid».
Nonostante dal primo aprile sia sparita l’esenzione introdotta dallo Stato quasi tutti i gestori hanno deciso di proseguire con i plateatici allargati. «Il 70% ha già chiesto una proroga e quasi tutti i restanti stanno facendo le pratiche - continua Bressa -. Abbiamo costruito le condizioni per fare in modo che questo assetto diventi strutturale, non torneremo più indietro. Tale riorganizzazione piace agli esercenti ma piace anche ai cittadini visto che i plateatici ingentiliscono e creano aggregazione in diverse zone della città che diventano così più vivaci».
 

LA RICHIESTA
L’associazione Appe, intanto, nei giorni scorsi ha lanciato un appello ai candidati sindaco: «A Padova purtroppo nel corso degli anni si è ritenuto che i plateatici fossero sinonimo di rumori, assembramenti e degrado, tanto è vero che l’accordo, siglato nel 2019 tra amministrazione comunale e Sovrintendenza, poneva diversi limiti alle concessioni, superati con le disposizioni da emergenza Covid e poi con l’aggiornamento del Regolamento Comunale. Rimane il tema delle fioriere, attualmente vietate quali delimitazioni dei plateatici. Proponiamo la revisione dell’accordo con la Soprintendenza, con la possibilità di utilizzare ombrelloni e fioriere».
 

Ultimo aggiornamento: 17:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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